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Archivio per la categoria ‘Martian Chronicles’

L’estate del villaggio

21 agosto 2008 @ 16:03 by nemoravi

Vastoh.8.00 sveglia + colazione
h.9.30 spiaggia, abbronzanti, panini, acqua, materassino, cellulare, libri, pallone, bocce, racchettoni
h.10.00/11.30 bagno
h.12.00 sole, panini, acqua
h.13.00 silenzio fino alle 15.00. Tutti a tavola, menomale la spiaggia si svuota, ma il pischello con la chitarra rompe i…
h.15.30 dopo la siesta di nuovo in acqua
h.16.00 riscendono tutti e urlano, schiamazzano e giocano a beach volley
h.17.00 al bar per una partitina a carte
h.18.00 balli di gruppo con l’animatore (parappapero, parappapà)… facce tristi e distratte che eseguono sempre gli stessi passi (ma perchè lo fanno se non si divertono?)
h. 19.00 doccia
h. 20.00 cena + Tv (che pure in vacanza non se ne può fare a meno)
h. 21.00 e vai con l’animazione! Un pò di karaoke, spettacoli e barbecue sulla spiaggia; poi discoteca fino a mezzanotte
h. 00.00 silenzio, si dorme. Ma c’è sempre qualcuno che ride sommessamente e alza la voce dopo le due…

E così per almeno 15 giorni, tutti gli anni, non so da quanti anni sempre la stessa vacanza… Mi chiedo e ti chiedo, ‘village people‘:
1. che vacanza è, se fai le stesse cose che fai durante l’anno (a parte il mare)?
2. perchè ho sempre l’impressione che fai finta di divertirti?
3. perchè nell’unico periodo dell’anno che puoi vivere senza orari fai una vita da caserma?
4. e soprattutto, se proprio non puoi fare diversamente e ti ritrovi a trascorrere le tue ferie in un villaggio, perchè non provi a sfuggire agli orari e ai passatempi organizzati, facendoti la TUA vacanza?

Ho sempre più l’impressione che la libertà sia una parola tanto pronunciata quanto incompresa… non sappiamo come gestirla e ci ritroviamo a compiere sempre i soliti rassicuranti rituali che ci preservano dalle delusioni, ma che non ci permettono di crescere e scoprire cose nuove.

h. 16.40 fine della siesta, partitina al bar e poi balli di gruppo…

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Feet, shoes & others catastrophes…

7 agosto 2008 @ 17:24 by nemoravi

Licia Maglietta in Agata e la TempestaE anche un altro paio di scarpe mi ha lasciato… L’anno scorso era stata la volta delle lampadine fulminate. Ogni mese, a catena, a partire da quella della cappa della cucina per finire con quelle temporizzate del giardino, che mi sentivo tanto Agata e la tempesta.

Sembra, invece, che questo sia l’anno delle scarpe rotte, con i soliti infradito a salvarmi la vita. Stamattina, prima di uscire con i tanto amati sandali trasparenti, mi è venuta l’idea di portarmi appresso anche quelli di gomma. “Chissà, magari in ufficio sto più comoda, tanto sono da sola… ecc. ecc.”.

Faccio per scendere dalla macchina e ZAC! una delle due fascette si trancia di netto… Azzz! Se non avessi avuto dietro il provvidenziale ricambio mi toccava andare scalza nel primo negozio ancora aperto… E dire che quest’anno ho unghie di mani e piedi bellissime, tutte da mettere in mostra… bah! Avvertimenti? Coincidenze? Sfiga? Che vorrà dì?

Eh… sì, Paul Newman!Intanto:
1. l’acqua potabile in ufficio scarseggia, il mio ufficio si è allagato la scorsa settimana e io ho pensato bene di “tuffarmici”, con il risultato di ottenere un paio di graffi e lividi diffusi
2. il milanese parte per Parigi e io non posso andare causa no money
3. qui fa un caldo “teribbbile” e la “bagnarola” dei miei è ancora vuota
4. non ho ancora messo piede al mare neanche una volta
5. si suda, si suda, ahhh quanto si suda…

Proprio “La lunga estate calda“, ma dove cavolo è Paul Newman?!

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E no che non m’annoio…

7 luglio 2008 @ 12:04 by nemoravi

I sandali… anzi, il sandaloNon sapevo proprio come intitolare questo post perchè volevo raccontare una giornata memorabile, il matrimonio di mio cugino, ma poi mi sono resa conto che quello è stato solo lo spunto per una serie di riflessioni. Quindi, tra il serio e il faceto, l’ho intitolato E no che non m’annoio, perchè alla fine tutto si può dire della mia vita ma non che sia noiosa! Ora vi starete chiedendo cosa c’entra la foto d’apertura, ma leggendo il resto lo capirete.

Dunque, cominciamo dall’inizio. Mio cugino decide di sposarsi, non si sa bene a che pro visto che già convive e ha una bambina, ma probabilmente per soddisfare un capriccio dell’inquieta compagna fissa una data, il 5 luglio.

Lei vuole un matrimonio in grande stile (?), lui non naviga nell’oro, visto che manda avanti da solo la famiglia mentre studia per la specializzazione in chirurgia, ma per accontentarla decide di trasportare 150 persone (la cifra è esatta, non avete letto male) in un posto di collina a una cinquantina di Km da Roma. Beh, se non altro staremo freschi, penso, ma ciò non m’impedisce di temere l’arrivo del fatidico giorno. Continua…

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Desperate H(o)usbands

21 febbraio 2008 @ 02:28 by nemoravi

No, non si tratta di una nuova serie TV ambientata nella surreale provincia americana, questa è decisamente realta, realtà umana. Non che mi stupisca di sentire discorsi su come sono cambiati gli uomini, su quanti ancora ce ne siano in circolazione e sul perché quei pochi rimasti non siano disponibili, però ultimamente ho “registrato” alcune considerazioni piuttosto inquietanti da parte di alcune amiche e conoscenti. Sto parlando di donne che lavorano, con rapporti sentimentali stabili, che spesso convivono e non sono omofobiche. I loro compagni sono altrettanto affermati professionalmente, affettuosi, colti e disponibili al dialogo. Insomma, tutto bene, cos’altro si può volere da una relazione? Purtroppo, però, sembra che questi meravigliosi esponenti del sesso maschile a un certo punto vengano colti dalla sindrome della casalinga disperata, una brutta malattia che li induce a fare strani discorsi… Continua…

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