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		<title>Effetti speciali ieri &amp; oggi</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 15:13:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[Jeff Bridges]]></category>
		<category><![CDATA[Tron]]></category>

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		<description><![CDATA[Tron: Legacy è il seguito di un&#8217;avventura iper-tecnologica ambientata in un mondo  digitale.
Nel 1989 Kevin Flynn (Jeff Bridges) creò il videogioco più venduto della  storia, ma dopo poco sparì abbandonando il figlio, Sean di 7 anni&#8230;
Una telefonata inaspettata fa sperare a Sean che suo padre non sia  scomparso del tutto&#8230;
Tron Legacy, dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><strong>Tron: Legacy</strong> è il seguito di un&#8217;avventura iper-tecnologica ambientata in un mondo  digitale.<br />
Nel 1989<em> Kevin Flynn</em> (<strong>Jeff Bridges</strong>) creò il videogioco più venduto della  storia, ma dopo poco sparì abbandonando il figlio, <em>Sean </em>di 7 anni&#8230;<br />
Una telefonata inaspettata fa sperare a <em>Sean </em>che suo padre non sia  scomparso del tutto&#8230;<br />
<em>Tron Legacy</em>, dal 2011 al cinema. </span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q9uVHBxsZU8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="405" src="http://www.youtube.com/v/q9uVHBxsZU8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Ed ecco il primo film con il giovanissimo <strong>Jeff Bridges</strong>, ancora lontano dall&#8217;Oscar guadagnato domenica scorsa per Miglior Attore del film <em>Crazy Heart</em>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="600" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fSp4DFPaHPE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="405" src="http://www.youtube.com/v/fSp4DFPaHPE&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Volevo essere come Kathryn</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 19:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Donna]]></category>
		<category><![CDATA[Kathryn Bigelow]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando l&#8217;ho vista arrivare sul Red Carpet, stanotte, ho pensato che volevo essere come Kathryn Bigelow. Non come Jennifer Lopez o come la splendida Kate Winslet, ma come la regista di Point Break, di Strange Days e dello splendido Il buio si avvicina, horror sui vampiri mai distribuito in Italia, ma passato in Tv sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Kathryn Bigelow Oscar Miglior Regia 2010" href="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/03/KB_Oscar.jpg" rel="lightbox[1859]"><img class="alignleft size-full wp-image-1864" title="Kathryn Bigelow" src="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/03/KB_Oscar.jpg" alt="Kathryn Bigelow" width="171" height="238" /></a>Quando l&#8217;ho vista arrivare sul <strong><a href="http://oscar.go.com/red-carpet/82nd-red-carpet/4294/4695" target="_blank">Red Carpet</a></strong>, stanotte, ho pensato che volevo essere come <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kathryn_Bigelow#Biografia" target="_blank">Kathryn Bigelow</a></strong>. Non come <em>Jennifer Lopez</em> o come la splendida <em>Kate Winslet</em>, ma come la regista di <em>Point Break</em>, di <em>Strange Days</em> e dello splendido <em>Il buio si avvicina</em>, horror sui vampiri mai distribuito in Italia, ma passato in Tv sempre dopo l&#8217;una di notte. Era bellissima, 59 anni il 27 novembre portati da favola. Elegante, altissima, con un vestito splendido e dei capelli lunghi da ragazzina. Seduto dietro di lei, il plurimiliardario ex-marito <strong>James Cameron</strong> in lizza per il kolossal in 3D <em>Avatar</em>.  9 nomination per lui e 9 nomination per <em>The Hurt Locker</em>, il film dell&#8217;ex-moglie. Lei si è portata a casa 6 <strong><a href="http://oscar.go.com/oscar-night/winners" target="_blank">Oscar</a></strong>, tra cui i più importanti:  Miglior Film, Regia, Sceneggiatura Originale. Prima donna ad aggiudicarsi il premio come miglior regista.</p>
<p>Il suo film, quello che ha vinto, non l&#8217;ho visto. C&#8217;è chi ne ha parlato molto bene già dalla sua presentazione a Venezia nel 2008, ma per il tema, la guerra in Iraq, non ha riscosso grande successo di pubblico. C&#8217;è chi dice che la macchina di Hollywood ha premiato una regista a favore dell&#8217;intervento americano in Iraq, mentre gli avatar di Cameron sono troppo &#8220;ecologisti&#8221; e critici nei confronti dell&#8217;arroganza colonizzatrice della razza umana. Molti sono rimasti perplessi dinanzi alla stra-vittoria di un film che non ha guadagnato nulla rispetto al campione d&#8217;incassi dell&#8217;anno (Avatar ha incassato 2 miliardi e mezzo di dollari dalla sua uscita, è il film che ha guadagnato di più nella storia del cinema).</p>
<p><a title="Kathryn Bigelow e il suo nuovo compagno Mark Boal, autore della sceneggiatura di The Hurt Locker" href="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/03/KathrynBigelow_Venezia.jpg" rel="lightbox[1859]"><img class="alignleft size-full wp-image-1867" title="KathrynBigelow_Venezia" src="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/03/KathrynBigelow_Venezia.jpg" alt="KathrynBigelow_Venezia" width="187" height="304" /></a>Andrò a vedere entrambi e, probabilmente, amerò <em><strong>Avatar </strong></em>visto che sono un&#8217;appassionata di fantascienza. Magari <em><strong>The Hurt Locker</strong></em> non mi farà impazzire, però questa regista mi piace e non perché &#8216;gira come un uomo&#8217;, come dicono e scrivono di lei, ma perché mi sembra una donna determinata e capace. Mi piace il suo stile di regia e il suo stile di donna. Ho amato <em>Strange Days</em> e <em>Point Break</em> e la sua vittoria nel giorno dedicato alle donne mi è sembrata un buon auspicio.</p>
<p>P. s. Chissà cosa avrà pensato Cameron, accanto alla moglie <a href="http://oscar.go.com/red-carpet/82nd-red-carpet/4294/4523" target="_blank"><strong>Suzy Amis</strong></a>, 11 anni meno della Bigelow, che sembrava sua nonna! Oddio, magari la guarda con gli occhialini 3D e vede il suo Avatar <img src='http://www.justmyplanet.com/wp/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Sogno o son desta?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 15:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[ballo]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì notte ho sognato che per un&#8217;emergenza avrei dovuto sostituire una ballerina in un concorso di danza. Preoccupata, facevo notare la mia incapacità, ma un uomo che avrebbe dovuto essere il mio partner nella gara, e che era il maestro di ballo, mi prendeva tra le braccia e iniziava a farmi volteggiare. Mi diceva che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Shall We Dance" href="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/02/ShallWeDance_01.jpg" rel="lightbox[1844]"><img class="alignleft size-full wp-image-1847" title="Shall We Dance" src="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/02/ShallWeDance_01.jpg" alt="Shall We Dance" width="675" height="382" /></a>Martedì notte ho sognato che per un&#8217;emergenza avrei dovuto sostituire una ballerina in un concorso di danza. Preoccupata, facevo notare la mia incapacità, ma un uomo che avrebbe dovuto essere il mio partner nella gara, e che era il maestro di ballo, mi prendeva tra le braccia e iniziava a farmi volteggiare. Mi diceva che mi avrebbe insegnato in un pomeriggio, perché ero abbastanza portata (?!) per imparare in fretta. In effetti, ballando con lui capivo che avrei potuto farcela&#8230;</p>
<p>I sogni non son desideri, come cantava Cenerentola, ma a volte ti fanno svegliare con una consapevolezza in più e con l&#8217;idea di riuscire a fare qualcosa che ritenevi impossibile.</p>
<p>P.s. E no, non mi iscriverò a un corso di danza, no<br />
 <img src='http://www.justmyplanet.com/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Vite di striscio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 14:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Vite di striscio mi passano accanto, entrano nella mente a interrompere i pensieri.
Note tristi e melanconiche che alterano l&#8217;armonia del pensiero, scritta e riscritta più volte per ottenere una melodia piacevole da suonare e ascoltare. Sono vite che sfiorano la realizzazione o che le camminano accanto, su strade parallele che non si incontreranno mai. Sogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vite di striscio mi passano accanto, entrano nella mente a interrompere i pensieri.<br />
Note tristi e melanconiche che alterano l&#8217;armonia del pensiero, scritta e riscritta più volte per ottenere una melodia piacevole da suonare e ascoltare. Sono vite che sfiorano la realizzazione o che le camminano accanto, su strade parallele che non si incontreranno mai. Sogni infranti, i cui frammenti sono stati incollati migliaia di volte come vasi preziosi usurati dal tempo. E in quei frammenti rivedo traguardi che non mi appartenevano ma per i quali ho corso a lungo, sfibrando i muscoli, perdendo il fiato. Ritrovo immagini antiche che avevano il loro fascino, ma in cui i volti erano quelli sbagliati. E mi chiedo quanto anche la mia non possa essere un&#8217;esistenza di striscio.</p>
<p>A volte sento la pienezza di alcune sensazioni e ho la certezza di una vita vissuta senza mai dare nulla per scontato, in cui ho prima cercato di capire e poi cercato di ritrovare il sentire. E se con la ragione era facile costruire alibi e inventare scuse, con la pancia c&#8217;è poco da &#8216;filosofare&#8217;.  Osservo vite confuse che cercano linfa vitale in sottili distrazioni e penso che da quelle vite sono nati figli meravigliosi, quasi per caso. E penso, poi, che meravigliosi sono i bambini perché germogliano pure in mezzo alla gramigna, anche se dovranno trovare terreni irrigati in cui prosperare per evitare di inaridirsi con il tempo.</p>
<p>E torno a osservare atleti diventati agenti immobiliari, che corrono la domenica mattina sognando traguardi irraggiungibili; aspiranti musicisti tamburellare con invisibili bacchette su scrivanie d&#8217;ufficio; sognatori romantici che vivono dentro a un cassetto; e tutti, o quasi, non riescono a godersi il presente persi nella nostalgia e nella speranza, nel migliore dei casi, nei rimpianti e nelle aspettative, nel peggiore.</p>
<p>Io, il presente ho imparato ad apprezzarlo molto tempo fa, ventanni per la precisione. E questo non mi ha impedito di conservare memoria del passato, né di fare progetti per il futuro. Di progetti ne ho sempre avuti tanti e alcuni li ho anche realizzati, altri sono in fase di costruzione, ma il progetto più importante è sempre in divenire.</p>
<p>E&#8217; quello più ambizioso, lo so, quello per cui ho sempre lottato e per il quale mi sono scoraggiata fino quasi a morirne. Eppure, a lui non rinuncio anche quando sono costretta a buttare giù quello che ho costruito e a ricominciare daccapo.<br />
Quel progetto sono io. Per non correre il rischio di vivere una vita di striscio, per non sprecare energia e vitalità rincorrendo i sogni degli altri, per non confondersi in funzione delle aspettative altrui, per non annullarsi dinanzi a prospettive di vite da cartolina, ecco, per questo io resisto. E lo dico e lo ribadisco, non è tanto il dolore &#8211; al quale ci si abitua &#8211; a fare male,  ma la solitudine interiore che ogni tanto t&#8217;illudi di mettere a tacere, condividendo pensieri, sensazioni e sciocche quotidianità con chi pensi t&#8217;amerà e amerai per sempre.</p>
<p>Stamattina, venendo il ufficio, la radio trasmetteva questo brano, parte della colonna sonora di una deliziosa commedia con Susan Sarandon e Richard Gere, <em>Shall We Dance?</em>, interpretato da Peter Gabriel anche nel suo ultimo disco di cover. E ho fatto fatica a trattenere le lacrime, come ogni volta che vedo questa scena. <em>Perché quando ami davvero una persona non la cambieresti per nulla al mondo e dopo anni puoi sempre amarla come la prima volta</em>. E perché la vita non è una cartolina né un film, ma se lo si vuole veramente <strong>si può vivere una vita piena e non una vita di striscio.</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fU9EUODeS6A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/fU9EUODeS6A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>E&#8217; finita?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[determinazione]]></category>
		<category><![CDATA[separazioni]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando è veramente finita non lo sai mai. O meglio, c&#8217;è un momento in cui ci si dice: &#8220;Adesso basta!&#8220;, ma non significa che ce la farai. Puoi ricaderci mille e una volta perché, si sa, viviamo di strascichi e siamo altrettanto bravi nelle intenzioni quanto nell&#8217;autolesionismo. Così, se si tratta di dare un consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Game Over" href="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/02/Game-Over.jpg" rel="lightbox[1805]"><img class="alignleft size-full wp-image-1811" title="Game-Over" src="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2010/02/Game-Over.jpg" alt="Game Over" width="229" height="228" /></a>Quando è veramente finita non lo sai mai. O meglio, c&#8217;è un momento in cui ci si dice: &#8220;<em>Adesso basta!</em>&#8220;, ma non significa che ce la farai. Puoi ricaderci mille e una volta perché, si sa, viviamo di strascichi e siamo altrettanto bravi nelle intenzioni quanto nell&#8217;autolesionismo. Così, se si tratta di dare un consiglio a un amico viene fuori tutta la nostra determinazione: &#8220;<em>Smettila di pensarci; non puoi continuare a farti del male; ti provocava più danni che piacere; ce la puoi fare a vivere senza&#8230;</em> &#8221; e tutta una sequela di buoni consigli, tanto facili da elargire quanto difficili da applicare. Ma quando si vive la mancanza in prima persona, le giornate diventano interminabili e ci sono momenti in cui la tentazione di ricominciare è dietro l&#8217;angolo. Pensi, ripensi, sogni, desideri e ti dici che una volta sola ancora non potrà fare poi tanto male; che tutti, prima o poi, riescono a tagliare i ponti definitivamente, ma non deve necessariamente avvenire con drasticità.</p>
<p>Magari, ci si allontana gradualmente, in punta di piedi, senza dare nell&#8217;occhio e senza soffrire troppo. Riprovandoci quando proprio non se ne può fare a meno&#8230; Perché è l&#8217;idea del <em>basta per sempre</em> che è difficile da accettare.<br />
Non si riesce proprio a pensare: &#8220;<em>Da oggi non fumerò mai più</em>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Pretender</title>
		<link>http://www.justmyplanet.com/2010/01/19/the-pretender/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 15:05:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tales]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Camminava sola lungo interminabili viali assolati attorniata da edifici storici, splendide facciate e silenzio. Intorno a lei la vita si svolgeva pigramente, i commercianti, gli ambulanti e i turisti si muovevano senza fretta sotto un magnifico sole. Ma il suo cuore batteva troppo forte, sembrava volerle esplodere nel petto.
Solo chi l&#8217;avesse guardata negli occhi avrebbe, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Camminava sola lungo interminabili viali assolati attorniata da edifici storici, splendide facciate e silenzio. Intorno a lei la vita si svolgeva pigramente, i commercianti, gli ambulanti e i turisti si muovevano senza fretta sotto un magnifico sole. Ma il suo cuore batteva troppo forte, sembrava volerle esplodere nel petto.</p>
<p>Solo chi l&#8217;avesse guardata negli occhi avrebbe, forse, percepito il male che la consumava. Occhi spalancati sul silenzio che urlavano aiuto, pur sapendo che nessuno al mondo avrebbe potuto salvarla. E dentro le vene bruciava l&#8217;eroina di mille siringhe anche se non aveva mai toccato un ago, perchè la disperazione quando supera una certa soglia diventa dolore fisico. Persa nella sua meravigliosa città, fingendo di essere una persona serena, guardando gli archi e i vicoli, cercava di aggrapparsi alle cose da fare per non morire.</p>
<p>Il lavoro, che l&#8217;aveva portata via da tutta la morte che aveva colpito la sua famiglia, i colleghi, le cose che scriveva e poi lui. Non se lo spiegava come fosse successo, ma si era ritrovata in balia di un uomo violento che aveva cercato di aiutare. Lui, un disadattato sociale pieno di soldi e complessi e lei, che dei soldi non gliene era mai fregato niente. E poi piano, piano lui si era insinuato nella sua vita. Aspettando più di un mese perchè lei accettasse di uscire con lui, usando tutto il repertorio di un tossicodipendente, dalla pena alle minacce, dalle lacrime al sarcasmo. E lei se n&#8217;era fatta carico, illudendosi di vincere la sua malattia.</p>
<p>Camminava senza meta, il corpo scosso e provato dai lividi, gli occhi aridi senza più lacrime.<br />
Non sentiva alcun rumore perché nella testa le rimbombavano note che ancora non erano state scritte.</p>
<p>Fu solo anni più tardi che risentì la musica che le suonava in testa quel giorno.<br />
Per caso, grazie a qualcuno che le dava gioia e che gliela fece ascoltare.<br />
E quando lesse <a href="http://www.testimania.com/testitradotti/3155.html" target="_blank"><strong>le parole</strong></a> capì che la musica, a volte, sa coniugare perfettamente il verbo Sentire.<br />
E quando guardò il video capì di essere sopravvissuta.<br />
E quando la rabbia si sciolse fu felice.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/U8gkcXwbHpA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/U8gkcXwbHpA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Luoghi comuni</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 19:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[non violenza]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[tolleranza]]></category>

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Io sono per la non violenza, ma a quella lì gli spaccherei la faccia che con l&#8217;aria da santarella fa la gatta morta con il mio ragazzo!
Io non sono razzista, ma come si permette quel gigante nero a dirmi qual è la differenza tra lo scontrino fiscale e lo scontrino del pagobancomat? Ma se fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>Io sono per la non violenza, ma a quella lì gli spaccherei la faccia che con l&#8217;aria da santarella fa la gatta morta con il mio ragazzo!</li>
<li>Io non sono razzista, ma come si permette quel gigante nero a dirmi qual è la differenza tra lo scontrino fiscale e lo scontrino del pagobancomat? Ma se fino a un mese fa viveva in mezzo alla savana!</li>
<li>Il miglior disprezzo è l&#8217;indifferenza, ma se il capo riprova a umiliarmi gli faccio un pezzo alla &#8216;Fight Club&#8217;: mi picchio da sola e lo denuncio per violenze.</li>
</ul>
<p>Ecco, sfido chiunque a non aver mai provato/pensato/vissuto una situazione simile.<br />
Quindi, l&#8217;alternativa è: o si è non violenti/tolleranti/tranquilli a parole e poi nei fatti la rabbia/il rancore/l&#8217;intolleranza prendono il sopravvento, oppure si subisce e s&#8217;interiorizza l&#8217;incapacità di reagire con il risultato di essere costantemente frustrati e repressi.<br />
Sicuramente, c&#8217;è una terza via, ma al momento mi sfugge. Anzi, gli sfuggo io per incapacità.<br />
Siamo tutti buoni a parole.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qOR_zE9kmGU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/qOR_zE9kmGU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Discovery</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 15:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio il 2010 pubblicando una riflessione, scritta l&#8217;8 ottobre 2009, che ho lasciato a decantare fra le bozze come faccio spesso prima di pubblicare caXXaXtXe. A volte, il metodo funziona e mi/vi risparmio noiosi sproloqui, altre, invece, pubblico comunque dopo il tempo di posa, con l&#8217;aggravante di non aver capito lo scarso valore di ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Inizio il <strong>2010 </strong>pubblicando una riflessione, scritta l&#8217;<strong>8 ottobre 2009</strong>, che ho lasciato a decantare fra le bozze come faccio spesso prima di pubblicare caXXaXtXe. A volte, il metodo funziona e mi/vi risparmio noiosi sproloqui, altre, invece, pubblico comunque dopo il </em><em>tempo di posa, con l&#8217;aggravante di non aver capito lo scarso valore di ciò che scrivo nemmeno a distanza di mesi&#8230; </em></p>
<p>Oggi ho fatto una scoperta che, se fossi il <em>Piero Angela </em>della psiche, meriterebbe un ciclo di puntate d&#8217;approfondimento. Non essendo <em>Angela</em>, ma solo <em>VicKy</em>, è probabile che non riesca neanche a divulgarla correttamente o, magari, che alla fine mi renda conto di aver scoperto l&#8217;acqua calda&#8230; eppure, per me, è stata una vera e propria rivelazione.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Antefatto</strong></span><br />
Avevo un progetto letterario per il quale stavo raccogliendo una serie di scritti/riflessioni sugli uomini, nel senso di <em>maschi </em>e non di genere umano. Così, vado a ripescare alcune pagine e rileggo cose scritte a partire da una decina d&#8217;anni fa. Mentre vado avanti nella lettura comincio a intravedere similitudini di sentimenti, aspettative, caratteristiche e addirittura situazioni che mi sembra di essere in un <em>dejavù</em>!</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Considerazioni</strong></span><br />
L&#8217;autore, che sarei io, scrive di cose che sembrano essere accadute ieri, si rivolge a persone che hanno in comune passioni e persino dati anagrafici, descrive emozioni, paure, aspettative e situazioni che potrebbero riferirsi facilmente a persone che allora non conosceva&#8230;</p>
<p><span id="more-1447"></span><span style="color: #ff0000;"><strong>Ipotesi</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>A.</strong></span> <span style="color: #008000;"><strong>Ogni essere umano si innamora di un tipo di uomo/donna corrispondente a delle caratteristiche riconoscibili che si ripetono sotto forme diverse in egual modo:</strong></span><br />
1° esempio- si prediligono alcune forme fisiche tipo colore di capelli, occhi, struttura fisica ecc. che si ritrovano nei partner che uno ha durante la propria vita;<br />
2°  esempio- si prediligono alcuni tratti del carattere come timidezza o arroganza, simpatia o supponenza e via dicendo;</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">B. </span><span style="color: #008000;">L&#8217;essere umano non vede/percepisce realmente chi ha di fronte e proietta sul partner desideri e aspettative fino al punto di riuscire a ricreare le stesse situazioni per provare le medesime emozioni, assolutamente slegate dalla realtà.</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">C.</span> <span style="color: #008000;">L&#8217;essere umano viene attratto dalle persone che gli permettono di applicare proprie dinamiche interne:</span></strong><br />
<em>1° esempio</em> &#8211; il potenziale, o effettivo, sadico s&#8217;innamora del masochista e viceversa, identificando l&#8217;amore con un rapporto di dipendenza;<br />
<em>2° esempio</em> &#8211; l&#8217;insicuro sceglie un padre/madre così come chi ha tendenze paterne/materne sceglie un figlio da guidare e istruire;</p>
<p>E se invece, oltre a queste ipotesi plausibili,  <strong><span style="color: #ff0000;">ognuno di noi avesse dentro di sé un&#8217;immagine maschile/femminile di riferimento, formatasi nel corso della propria esistenza e ricerchi nel partner quell&#8217;immagine?</span></strong></p>
<p>Qui mi si potrebbe obiettare, e a ragione, che non ho scoperto nulla di nuovo. Ci sono trattati e persone ben più autorevoli in materia che affermano questa cosa da tempo. E, devo dirlo, sono teorie che ho sempre preso in considerazione e, forse, date per scontate, almeno fino a oggi.</p>
<p><strong>Dunque, la scoperta? </strong>Semplice. Ho scoperto che, letterariamente parlando (sottolineo letterariamente perché per il resto ci sono voluti anni di prove, sòle &#8211; buche per chi non è romano &#8211; abbagli e autolesionismo), conoscevo da tempo le caratteristiche che desideravo in un uomo e ho alternato periodi in cui le ho decisamente negate, accompagnandomi a uomini completamente diversi, periodi in cui le ho assecondate e periodi in cui ho scelto persone che corrispondevano a tale immagine solo nella mia fantasia&#8230;</p>
<p>Non che non me ne sia mai accorta, ma vederlo nero su bianco, su scritti di 10 anni fa, mi ha fatto una certa impressione. <strong>Conclusioni?</strong><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>1.</strong></span> Nonostante <em>l&#8217;anda e rianda</em> su questioni che sembravano non doversi mai risolvere, avevo le idee abbastanza chiare, ma sbagliavo obiettivo; <span style="color: #008000;"><strong>[cretina io]</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>2.</strong> </span>E&#8217; indubbio che, in alcuni casi, ho visto talmente lungo che ho corso il rischio di credere alla preveggenza, ma erano rari momenti di lucidità in cui semplici nessi non si trasformavano in &#8216;<em>pippe mentali</em>&#8216;.  Salvo poi, non credere fino in fondo in me stessa; <span style="color: #008000;"><strong>[cretina bis]</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>3.</strong></span> Credo che il progetto letterario iniziale dovrà necessariamente essere rivisto e corretto; <span style="color: #008000;"><strong>[mi dedicherò all'indice della tesi, più costruttivo e meno ambizioso, direi]</strong><br />
</span> <span style="color: #ff0000;"><strong>4.</strong></span> Non si finisce mai di scoprire e verificare la propria cecità, ma anche quel piccolo istinto sano che giace sotto strati di problemi; <span style="color: #008000;"><strong>[non c'è pace per gli scopritori...]</strong></span><br />
<span style="color: #ff0000;"><strong>5.</strong></span> &#8230; Scoprivatelo! Su <em>Rieducational Channel!</em> <span style="color: #008000;"><strong> <img src='http://www.justmyplanet.com/wp/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </strong></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/YVEKm73PUTI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/YVEKm73PUTI&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Giornate no</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 14:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Report]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[stati danimo]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è una giornata no. Ogni tanto mi capita, soprattutto durante le feste in cui il mio umore è abbastanza altalenante, per usare un eufemismo. I motivi per cui mi sento così sono i più vari e inutili, dal mal di testa appena ci si alza, al tempo sprecato o, meglio, utilizzato per fare tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2009/12/FataLuna.jpg" rel="lightbox[1756]"><img class="alignleft size-full wp-image-1759" title="FataLuna" src="http://www.justmyplanet.com/wp/wp-content/uploads/2009/12/FataLuna.jpg" alt="FataLuna" width="330" height="381" /></a>Oggi è una giornata no. Ogni tanto mi capita, soprattutto durante le feste in cui il mio umore è abbastanza altalenante, per usare un eufemismo. I motivi per cui mi sento così sono i più vari e inutili, dal mal di testa appena ci si alza, al tempo sprecato o, meglio, utilizzato per fare tutto ciò che non ha che fare con i propri desideri, impegni, urgenze.</p>
<p>Appunto, le motivazioni sono quelle di sempre, ma ci sono giorni in cui non si riesce a dargli il giusto peso e anche una piccola inezia si trasforma in un ostacolo insormontabile.</p>
<p>Malumori. Voci dissonanti. E&#8217; come se il mondo girasse a una velocità alla quale fatico ad adeguarmi. Sono infastidita e vorrei solo infilarmi sotto una coperta a guardare un film. Trattengo parole e pensieri, rimando discorsi e ostento una serenità che non ho, ma chi mi conosce lo capisce dal tono della voce o dal broncio che ho stampato in faccia.<br />
<span id="more-1756"></span></p>
<p>Mi dispiace che ciò capiti in un momento in cui avrei mille motivi per essere felice, ma so bene quanto certe sensazioni, sebbene incomprensibili e banalmente riconducibili dai più alla caratteristica astrologica del mio segno zodiacale (Cancro=lunatica), siano il risultato di qualcosa di più profondo.</p>
<p>Non è sempre facile mediare internamente tra il giusto distacco dai problemi/malumori/cazzate/ altrui e l&#8217;indifferenza. Non è sempre una passeggiata mostrare i propri sentimenti, fidarsi e vivere le cose belle. Non lo è per me.</p>
<p>A Natale ho ricevuto in regalo il biglietto più bello che qualcuno abbia mai scritto per me. L&#8217;ho letto senza capire davvero nulla. Ero emozionata e commossa, ma in realtà mi si sono offuscati gli occhi, altrimenti avrei smesso di respirare.</p>
<p>L&#8217;ho fatto. Quando ero una bambina molto piccola, davanti a un regalo tanto desiderato, ho smesso di respirare. Ora, che sono cresciuta, mi controllo, ma è la stessa identica sensazione.<br />
Davanti a qualcuno che realizza un mio desiderio io non capisco più niente&#8230; Non sono capace di &#8216;vivere&#8217; fino in fondo le cose belle. Le vivo, ma in fondo sale la paura, mascherata da emozione, ma solo paura. Ancora oggi, e mi pesa ammetterlo, penso di non meritare la felicità. Mi sbatto per conquistarla e tenermela a denti stretti, ma in fondo penso di non meritarla affatto. E la ragione mi sostiene e mi uccide, perché quando vacilla mi ritrovo in balia delle giornate no. E non so parlare, non so reagire, sono solo capace di mettere il muso come fossi ancora una bambina capricciosa.</p>
<p>Ma non è un capriccio. E&#8217; solo una giornata no, una di quelle in cui la ragione bussa forte alla porta del mio cuore e so che per scacciarla basterebbe una sola carezza, ma non faccio nulla per riceverla.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salviamo Babbo Natale</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 11:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>VicKy</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tales]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando credi veramente in un&#8217;idea trascorri tutta la vita a cercare di metterla in pratica, a cercare di renderla concreta, ad applicarla in tutto ciò che fai. Matilda credeva a Babbo Natale. E quando capì che era solo un&#8217;idea cercò di prendere il suo posto. Vedere il lato buono in ogni cosa e persona, regalare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando credi veramente in un&#8217;idea trascorri tutta la vita a cercare di metterla in pratica, a cercare di renderla concreta, ad applicarla in tutto ciò che fai. <span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda</strong></span> credeva a<span style="color: #008000;"> <em>Babbo Natale</em></span>. E quando capì che era solo un&#8217;idea cercò di prendere il suo posto. Vedere il lato buono in ogni cosa e persona, regalare sogni e realizzare desideri, anche piccoli e insignificanti, era l&#8217;unica cosa che la faceva stare bene. E funzionava, lì per lì. Poco importavano le delusioni, la frustrazione e la solitudine in cui si ritrovava quando gli altri non capivano, rifiutavano oppure se ne andavano senza neanche ringraziare. In fondo, anche<span style="color: #008000;"> <em>Babbo Natale</em></span> era solo.<br />
<span style="color: #008000;"><em>Matilda aveva una gran bella famiglia e questa era la sua forza.</em></span></p>
<p>Il tempo passava e <span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda</strong></span>, crescendo, capì che avrebbe dovuto trovare anche il tempo e il modo di fare dei regali a se stessa. Fu l&#8217;impresa più difficile che dovette affrontare. Mettere se stessa prima di ogni cosa, dimenticare<span style="color: #008000;"> <em>Babbo Natale</em></span> e non cedere alle richieste di aiuto che intuiva negli sguardi e nelle parole di chi aveva accanto. Capire che c&#8217;è un limite a quello che si può regalare agli altri, individuare chi voleva veramente essere aiutato e chi sapeva apprezzare i regali non fu immediato.<br />
<span style="color: #008000;"><em>Matilda, però, aveva una gran bella famiglia e questa era la sua forza.<br />
<span id="more-1742"></span><br />
</em></span></p>
<p>Un giorno, finalmente, capì. Passarono ancora degli anni in cui si allenò a mettere in pratica ciò che aveva compreso. Furono anni di sorrisi forzati, prima, e di sorrisi sereni poi. Anni in cui <span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda smise di credere a <em>Babbo Natale</em></strong>.</span> E quando portò a termine il suo compito, successe qualcosa d&#8217;inaspettato. Durante la solita cena natalizia con i sopravvissuti della sua famiglia, arrivò <span style="color: #008000;"><em>Babbo Natale</em></span>. Era un uomo stanco che pensava alla morte. Disilluso e distante dalla realtà. Le si avvicinò e, mentre scartava il regalo che lei le aveva messo sotto l&#8217;albero (ogni anno ne preparava uno anche per lui) la guardò rassegnato e scontento. Non vide ciò che lei era diventata, ma vide nei suoi occhi il riflesso del suo fallimento&#8230;</p>
<p>Nel momento in cui <span style="color: #008000;"><em>Babbo Natale</em></span> si sarebbe dovuto dimostrare buono e generoso, nell&#8217;istante in cui un gesto o una parola avrebbero restituito a Matilda la speranza in un mondo migliore, lui non seppe dirle nulla. Sarebbe bastato &#8220;<em><span style="color: #008000;">s</span><span style="color: #008000;">ono felice per te</span></em>&#8220;, oppure &#8220;<span style="color: #008000;"><em>brava, ce l&#8217;hai fatta. Vedo che sei felice</em></span>&#8220;. E, invece, la guardò con ironica rassegnazione, facendole capire definitivamente che nessuno dei suoi sforzi sarebbe mai stato premiato dal suo riconoscimento. Poi, prese il regalo e se ne andò. Fu la più grande delusione che <span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda </strong></span>provò.</p>
<p>Ma ancora una volta accadde un miracolo. Sul suo volto scesero lacrime dalla forma perfetta. Le sentiva rotolare sulle gote, calde e leggere raggiugevano le labbra, lasciandole in bocca un sapore dolce. <span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda </strong></span>provò un dolore forte e in quel preciso momento seppe di aver vinto. Non era più indifferente. E non aveva bisogno di riempire gli altri di regali per essere felice. <span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda </strong></span>capì che lei poteva credere in se stessa e che non aveva bisogno del consenso di <span style="color: #008000;"><em>Babbo Natale</em></span>. Poteva smettere di <em>&#8216;fare la brava&#8217; </em>per ricevere i doni di fine anno. Non doveva fare sforzi per meritare regali, bastava essere se stessa. E comprese anche che una famiglia non è un&#8217;idea, perchè le idee sono astratte mentre le persone sono reali.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Matilda </strong></span>seppe di poter essere un <span style="color: #ff0000;"><strong><em>Babbo Natale</em> </strong></span>migliore, perché non aveva una barba sotto la quale nascondere invidia e depressione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8tXf2W_I5dM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/8tXf2W_I5dM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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