Archivio

I post con tag ‘Cinema’

Remake

8 aprile 2009 @ 01:07 by nemoravi

James Caan - RollerballIn quest’ultima settimana mi è capitato di vedere due remake, naturalmente sulla Tv via cavo, perché quando uscirono al cinema li evitai accuratamente. Si tratta de Il pianeta delle scimmie di Tim Burton (ahimé, il suo passo falso) e Rollerball di John McTiernan.

Mi chiedo: ce n’era bisogno? Sono un’appassionata di fantascienza e credo che l’unica molla che abbia spinto le major a finanziare questi due progetti sia stata l’idea di guadagnare grazie a due titoli cult, rivisitati e corretti a uso e consumo dei più giovani.

Ma quale è stata la motivazione che ha spinto i due registi a prestarsi a questo scempio? Perchè di scempio si tratta, in tutti e due i casi. Volendo anche partire dal presupposto che la nuova generazione non abbia visto gli originali e, anche nel caso li avesse visti, avrebbe preferito le versioni aggiornate (come fossero software) – ma non ci credo, perché gli appassionati di fantascienza di qualunque generazione conoscono e apprezzano i capolavori – con che spirito si possono intraprendere simili operazioni che stravolgono atmosfere, significati e immagini scolpite nella mente degli spettatori?

Non starò qui a raccontarvi nei dettagli le scene imbarazzanti e i cast, mai all’altezza degli originali, anche perché probabilmente avrete visto i due film, spero non pagando il biglietto. Piuttosto mi chiedo cosa vedranno i nostri figli fra 20 anni, forse il remake di Blade Runner? … Mi sembra sacrilego il solo pensiero e spero che ci sia sempre qualcuno a tramandare, diffondere e ricordare gli autentici capolavori della cinematografia di fantascienza.

P. S. Per chi non li avesse mai visti, ma gli unici giustificati sono quelli sotto i 20 anni, consiglio soprattutto Rollerball che va visto anche per le atmosfere (e la grafica) puri anni ’70. Mentre, Il pianeta delle scimmie, seppure sia un cult, ha come protagonista Charlton Heston che, dopo la pietosa figura fatta in Bowling a Columbine per le sue idee, ha appannato e alterato tutti i miei ricordi sui mitici film di cui è stato protagonista… Non posso più pensare a lui come all’eroe difensore dei deboli, purtroppo.

Daily Report , ,

Due parole e poi basta

4 novembre 2008 @ 15:56 by nemoravi

Avrei voluto chiudere il discorso Festival del Film con un altro paio di recensioni (Good e The Duchess; magari ne riparleremo prima dell’uscita in sala), ma sfinita dalla stanchezza, demotivata dalla manifestazione (qui i premi assegnati) e concentrata su altre questioni da risolvere, il tempo è scaduto. Così, solo per chiudere parlando di cinema, vi segnalo questo articolo che parla di un festival che dura tutto l’anno e che riunisce tramite il web una serie di Festival cinematografici italiani, venti per ora. Si tratta di Cinenet, una rete di cinema indipendente, che attraverso il web metterà in comunicazione diverse manifestazioni promuovendo progetti, incontri e iniziative per far conoscere autori e proposte creative.
Almeno qualcosa d’interessante nel panorama cinematografico nazionale…

Daily Report , , ,

Schattenwelt – Rec.#5

26 ottobre 2008 @ 18:34 by nemoravi

Questo è un film in cui “il cinema tedesco riannoda le fila con il suo passato”. Questa la frase che il programma riporta nella trama. No, non è un film sul nazismo o sulle sterminazioni degli ebrei, bensì sul terrorismo rosso. E’ la storia di un terrorista della RAF che viene scarcerato dopo ventanni di prigione per aver ucciso due uomini, un capitalista e il suo giardiniere. Si ritrova per vicina di casa proprio la figlia del giardiniere, all’epoca una bambina.

Forse poteva pure interessare un approfondimento su un argomento come questo, meno popolare rispetto ai ben più gravi orrori del nazifascismo, ma purtroppo si tratta di un film veramente noioso e girato tutto con un filtro che richiama alla mente Munich di Spielberg, ma che sembra piuttosto un esperimento di fotografia. Ho anche dormito.

Voto: 3

Review , ,

Il passato è una terra straniera – Rec.#4

26 ottobre 2008 @ 18:04 by nemoravi

Elio Germano e Michele RiondinoHo capito una cosa: il cinema italiano ha deciso di dare un’immagine della nostra realtà in cui i giovani, nel periodo confuso dell’adolescenza, sono violenti, spacciatori, stupratori e bari. In seguito, quelli che hanno qualche dubbio sulla moralità delle loro scelte si redimono, magari diventando magistrati, ma lasciando dietro di loro una scia di crimini che resta impunita.

Non ho parole neanche per questo film che, però, a differenza di Un gioco da ragazze, è girato e recitato decentemente. Ma anche Elio Germano, che finora non aveva sbagliato un colpo, è sopra le righe in parecchie scene del film.

Peccato per Daniele Vicari che con L’orizzonte degli eventi aveva dato una buona prova, ma che in questa storia si limita a rappresentare una cronaca della quotidianità nella quale non c’è spazio per immagini diverse, né per un messaggio positivo. La ricerca di un’identità sembra che debba per forza passare, almeno per i giovani italiani, attraverso la violenza e l’illegalità.

Voto: 3

Review , ,