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I post con tag ‘Pensieri’

Vite di striscio

22 febbraio 2010 @ 15:26 by VicKy

Vite di striscio mi passano accanto, entrano nella mente a interrompere i pensieri.
Note tristi e melanconiche che alterano l’armonia del pensiero, scritta e riscritta più volte per ottenere una melodia piacevole da suonare e ascoltare. Sono vite che sfiorano la realizzazione o che le camminano accanto, su strade parallele che non si incontreranno mai. Sogni infranti, i cui frammenti sono stati incollati migliaia di volte come vasi preziosi usurati dal tempo. E in quei frammenti rivedo traguardi che non mi appartenevano ma per i quali ho corso a lungo, sfibrando i muscoli, perdendo il fiato. Ritrovo immagini antiche che avevano il loro fascino, ma in cui i volti erano quelli sbagliati. E mi chiedo quanto anche la mia non possa essere un’esistenza di striscio.

A volte sento la pienezza di alcune sensazioni e ho la certezza di una vita vissuta senza mai dare nulla per scontato, in cui ho prima cercato di capire e poi cercato di ritrovare il sentire. E se con la ragione era facile costruire alibi e inventare scuse, con la pancia c’è poco da ‘filosofare’.  Osservo vite confuse che cercano linfa vitale in sottili distrazioni e penso che da quelle vite sono nati figli meravigliosi, quasi per caso. E penso, poi, che meravigliosi sono i bambini perché germogliano pure in mezzo alla gramigna, anche se dovranno trovare terreni irrigati in cui prosperare per evitare di inaridirsi con il tempo.

E torno a osservare atleti diventati agenti immobiliari, che corrono la domenica mattina sognando traguardi irraggiungibili; aspiranti musicisti tamburellare con invisibili bacchette su scrivanie d’ufficio; sognatori romantici che vivono dentro a un cassetto; e tutti, o quasi, non riescono a godersi il presente persi nella nostalgia e nella speranza, nel migliore dei casi, nei rimpianti e nelle aspettative, nel peggiore.

Io, il presente ho imparato ad apprezzarlo molto tempo fa, ventanni per la precisione. E questo non mi ha impedito di conservare memoria del passato, né di fare progetti per il futuro. Di progetti ne ho sempre avuti tanti e alcuni li ho anche realizzati, altri sono in fase di costruzione, ma il progetto più importante è sempre in divenire.

E’ quello più ambizioso, lo so, quello per cui ho sempre lottato e per il quale mi sono scoraggiata fino quasi a morirne. Eppure, a lui non rinuncio anche quando sono costretta a buttare giù quello che ho costruito e a ricominciare daccapo.
Quel progetto sono io. Per non correre il rischio di vivere una vita di striscio, per non sprecare energia e vitalità rincorrendo i sogni degli altri, per non confondersi in funzione delle aspettative altrui, per non annullarsi dinanzi a prospettive di vite da cartolina, ecco, per questo io resisto. E lo dico e lo ribadisco, non è tanto il dolore – al quale ci si abitua – a fare male,  ma la solitudine interiore che ogni tanto t’illudi di mettere a tacere, condividendo pensieri, sensazioni e sciocche quotidianità con chi pensi t’amerà e amerai per sempre.

Stamattina, venendo il ufficio, la radio trasmetteva questo brano, parte della colonna sonora di una deliziosa commedia con Susan Sarandon e Richard Gere, Shall We Dance?, interpretato da Peter Gabriel anche nel suo ultimo disco di cover. E ho fatto fatica a trattenere le lacrime, come ogni volta che vedo questa scena. Perché quando ami davvero una persona non la cambieresti per nulla al mondo e dopo anni puoi sempre amarla come la prima volta. E perché la vita non è una cartolina né un film, ma se lo si vuole veramente si può vivere una vita piena e non una vita di striscio.

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Giornate no

30 dicembre 2009 @ 15:49 by VicKy

FataLunaOggi è una giornata no. Ogni tanto mi capita, soprattutto durante le feste in cui il mio umore è abbastanza altalenante, per usare un eufemismo. I motivi per cui mi sento così sono i più vari e inutili, dal mal di testa appena ci si alza, al tempo sprecato o, meglio, utilizzato per fare tutto ciò che non ha che fare con i propri desideri, impegni, urgenze.

Appunto, le motivazioni sono quelle di sempre, ma ci sono giorni in cui non si riesce a dargli il giusto peso e anche una piccola inezia si trasforma in un ostacolo insormontabile.

Malumori. Voci dissonanti. E’ come se il mondo girasse a una velocità alla quale fatico ad adeguarmi. Sono infastidita e vorrei solo infilarmi sotto una coperta a guardare un film. Trattengo parole e pensieri, rimando discorsi e ostento una serenità che non ho, ma chi mi conosce lo capisce dal tono della voce o dal broncio che ho stampato in faccia.
Continua…

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Colors

14 dicembre 2009 @ 01:32 by VicKy

coloriColori scivolano nella mia vita. Sbucano fuori da cassetti dimenticati, svaniscono nelle giornate uguali che riempio di panorami ricavati da scorci quotidiani, ritornano nelle voci al telefono e negli sguardi che conservo gelosamente.

Colori scoperti e ritrovati trasformano il nero in una varietà di rosso o di blu. Colori trasfigurano le mura umide in angoli di design. Colori sulle copertine dei libri e dei dvd, colori in cucina e tra le creme e i bagnoschiuma. Ricordi in bianco e nero mi svelano i colori di oggi e ho paura, a volte, di perdermi in un arcobaleno come in un film a disegni animati.

Ho avuto il mio periodo nero, quello viola e poi l’arancio e il turchese pur non essendo Picasso. Non so scegliere un colore per questi giorni, forse il rosso per via del Natale, ma anche il blu e l’argento delle stelline. Forse tutti i pantoni e le palette di photoshop, sfumature per ogni occasione. Bianco per le pareti, rosso per le cucine, azzurro per i divani, nero e acciao per le lampade, verde per gli accessori.

Oscillo tra mille colori e la paura di osare, di crederci e di fidarmi di quello che sento.
Sogno ad occhi aperti il turchese del mare e l’azzurro del cielo di New York, com’era a dicembre del 2005. Mi perdo nel verde degli occhi e mi ritrovo nel caldo sguardo castano allo specchio, dopo aver fatto l’amore. Cammino su un filo di lana sperando di farne un pullover per gli inverni più freddi, ma anche per le tiepide sere d’estate. Assaporo l’inverno e le feste che verranno, ancora una volta diverse. Ma, come sempre, la differenza è sempre ed esclusivamente negli occhi di chi guarda.

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