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Posts Tagged ‘rapporti’

Coazione a ripetere #1

4 Luglio 2009 14 commenti

Woman Prophet - Un disegno di John Jude PalencarCi sono frasi, all’apparenza banali, che le donne almeno una volta nella loro vita hanno detto. A un amico, al proprio uomo, al fratello o al padre. E, se non hanno avuto il coraggio di dirla, di sicuro l’hanno pensata. Una frase che non serve a niente, ma accentua l’incomunicabilità tra uomo e donna, con la sottile allusione che noi ‘siamo le migliori‘ …
Naturalmente, anche io l’ho pronunciata in diverse occasioni, solo pensavo fosse il risultato di un processo di maturazione che arrogantemente mi arrogavo.
Invece, circa un anno e mezzo fa, assisto alla seguente scena.

Location: Roma, facoltà di Architettura, via Gramsci. Esterno giorno.
Protagonisti: Due studenti, un Lui e una Lei. Neanche 50 anni in due. Amici, colleghi, forse fidanzati o sul punto di.

Lui l’ascolta da circa 20 minuti, dopo aver tentato invano d’interrompere il suo accorato sproloquio e aver assunto, nell’ordine, l’espressione interessata, contrariata, afflitta, rassegnata.
E Lei, con aria di rimprovero, alla fine non resiste e la dice: “…Tu non vedi oltre!
E Lui: “Ma oltre de’ che?!

Ecco. Lei non avrà avuto neanche 25 anni…
Ma poi mi chiedo: perchè invece di dirglielo, non glielo facciamo vedere questo oltre?! E, soprattutto, perché non possiamo accettare che è possibile vedere le stesse cose in modo diverso? No. Se non la pensano come Noi, Loro non vanno oltre.
Mah. Io ci sono stata a Oltre, niente di che e, soprattutto, ci sono solo donne! 😉

A torto e a ragione

23 Maggio 2009 6 commenti

milo-manara_

Spesso, siamo convinti di avere ragione e quindi, di contro, c’è sempre qualcuno che ha torto.  Difficile capire dove sta la verità, ma partendo dal fatto che non esiste una verità assoluta, abbiamo smesso di cercarla.

Ognuno si costruisce uno spazio in cui le teorie prendono il posto della realtà e non si sente più niente, ma si pensa di sentire.
Ogni cosa è astratta perché si prescinde dai fatti, si conosce già il significato delle cose prima che accadano. Viviamo a priori, anzi, pensiamo di vivere.

Qualcuno poi se ne accorge e cerca, invece, di vivere una vita reale. Ci prova almeno, anche scontrandosi con tutti quelli che pensano e non vivono.

All’inizio è un gran successo. Anche i ‘teorici del vivere‘ infatti, restano affascinati da chi dà risposte concrete.  Poi, però, quando la concretezza comincia  a sgretolare le pareti astratte che mettono al riparo chi ha paura di sentire, allora non c’è più dialettica che valga la pena di portare avanti.
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E no che non m’annoio…

7 Luglio 2008 6 commenti

I sandali… anzi, il sandaloNon sapevo proprio come intitolare questo post perché volevo raccontare una giornata memorabile, il matrimonio di mio cugino, ma poi mi sono resa conto che quello è stato solo lo spunto per una serie di riflessioni. Quindi, tra il serio e il faceto, l’ho intitolato E no che non m’annoio, perché alla fine tutto si può dire della mia vita ma non che sia noiosa! Ora vi starete chiedendo cosa c’entra la foto d’apertura, ma leggendo il resto lo capirete.

Dunque, cominciamo dall’inizio. Mio cugino decide di sposarsi, non si sa bene a che pro visto che già convive e ha una bambina, ma probabilmente per soddisfare un capriccio dell’inquieta compagna fissa una data, il 5 luglio.

Lei vuole un matrimonio in grande stile (?), lui non naviga nell’oro, visto che manda avanti da solo la famiglia mentre studia per la specializzazione in chirurgia, ma per accontentarla decide di trasportare 150 persone (la cifra è esatta, non avete letto male) in un posto di collina a una cinquantina di Km da Roma. Beh, se non altro staremo freschi, penso, ma ciò non m’impedisce di temere l’arrivo del fatidico giorno. Prosegui la lettura…

Desperate H(o)usbands

21 Giugno 2008 15 commenti

No, non si tratta di una nuova serie TV ambientata nella surreale provincia americana, questa è decisamente realta, realtà umana. Non che mi stupisca di sentire discorsi su come sono cambiati gli uomini, su quanti ancora ce ne siano in circolazione e sul perché quei pochi rimasti non siano disponibili, però ultimamente ho “registrato” alcune considerazioni piuttosto inquietanti da parte di alcune amiche e conoscenti. Sto parlando di donne che lavorano, con rapporti sentimentali stabili, che spesso convivono e non sono omofobiche. I loro compagni sono altrettanto affermati professionalmente, affettuosi, colti e disponibili al dialogo. Insomma, tutto bene, cos’altro si può volere da una relazione? Purtroppo, però, sembra che questi meravigliosi esponenti del sesso maschile a un certo punto vengano colti dalla sindrome della casalinga disperata, una brutta malattia che li induce a fare strani discorsi… Prosegui la lettura…

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