Ma se Obama avesse detto che Berlusconi è sempre sorridente, bello e sembra un nero (per via dell’innaturale abbronzatura che sfoggia tutto l’anno), il nostro Presidente sarebbe stato fra gli imbecilli che si offendono? O ci avrebbe riso su, commissionando ad Apicella una canzone dal titolo Neri e abbronzati: un’unica razza?
Resto sempre più basita per quello che sento dire nel nostro paese e per come la nostra classe dirigente (e tutti quelli che l’hanno votata) sia veramente inopportuna, maleducata e ignorante. Possibile che non ci si renda conto neanche di quando è il caso di chiedere scusa?
Un’intervista da ascoltare, un libro da leggere.
Avrei voluto chiudere il discorso Festival del Film con un altro paio di recensioni (Good e The Duchess; magari ne riparleremo prima dell’uscita in sala), ma sfinita dalla stanchezza, demotivata dalla manifestazione (qui i premi assegnati) e concentrata su altre questioni da risolvere, il tempo è scaduto. Così, solo per chiudere parlando di cinema, vi segnalo questo articolo che parla di un festival che dura tutto l’anno e che riunisce tramite il web una serie di Festival cinematografici italiani, venti per ora. Si tratta di Cinenet, una rete di cinema indipendente, che attraverso il web metterà in comunicazione diverse manifestazioni promuovendo progetti, incontri e iniziative per far conoscere autori e proposte creative.
Almeno qualcosa d’interessante nel panorama cinematografico nazionale…
Sembra incredibile detto da me, visto che sarei disponibile a trascorrere 8 ore di fila in una sala cinematografica, ma questo Festival oltre a essere un vero lavoro sta diventando anche un piccolo incubo per me… neanche Paolino Paperino avrebbe combinato i disastri che sto combinando io! Sbaglio sala e vedo un film al posto dell’altro, scappo da una parte all’altra trafelata per non perdere una conferenza stampa o una proiezione e mi ritrovo fuori perchè ho dato via il biglietto sbagliato, fino all’apoteosi di stamattina quando si è aperta la bottiglia d’acqua che avevo in borsa con il risultato di: dover buttare il pranzo (preparato in fretta e furia visto che non è facile per me mangiare in un bar) e inzuppare programma con lista film da vedere, agenda, portafoglio e biglietti…
Alla fine, sono tornata a casa per concedermi una pausa, perdendomi la conf. stampa di Viggo per il film Good (ho visto quella di Appaloosa, ma non avevo la macchina fotografica…) e un film francese che avrei dovuto vedere ieri, ma ne ho visto uno tedesco… per sbaglio, naturalmente! Una piccola pausa fino alla prossima proiezione per raccogliere le idee, recuperare la calma e fare il punto su ciò che ho visto finora.
Non vi tedio oltre con le mie disavventure… Riuscirà la nostra eroina a fotografare Viggo Mortensen alias Aragorn? Lo sapremo alla prossima puntata. Domani ci sarà un’altra occasione in cui l’attore incontrerà pubblico e accreditati, tutto starà nel non farsi sopraffare dagli elementi, naturali e non.
In un commento fatto al post Tilt, l’amico Claudi-Norma si esprimeva così:
Spesso noto che le parole delle persone con cui parlo sono piene di bolle, o sono rosse oppure, peggio ancora, suppurano sostanze putride e oscure, mi sto accorgendo che le parole di molta gente sono malate e forse stanno contagiando il linguaggio. A volte, quando sento più soggetti infetti parlare tra di loro, mi chiedo che lingua parlino. C’è un morbo del linguaggio, e mi fa male, ma così male, pensare che molto probabilmente siano state le nostre menti ad averne creato il focolaio.
Vi prego, continuiamo a parlare. Comunichiamo, opponiamo resistenza a questo virus non solo linguistico, contrastiamo questa nuova lingua morta che sta prendendo il sopravvento. E’ l’avvento della Zombielalia.
Vi prego.
Suono eccessivamente catastrofista? Sembra che stia parlando ex cathedra? Mi dispiace, ma nelle scuole, sugli autobus, in metro e nei supermercati, nelle palestre e in piazza si sta diffondendo il morbo. Prosegui la lettura…
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