17 gennaio 2013 @ 12:12 by nemoravi
gioie che non avrò mai,
gioie che mi sfuggono tra le dita
mentre le guardo muovere piccoli passi.
gioie che sfiorano il cuore
tenendosi a distanza per non provocarne i battiti.
gioie che agogno, ma non so godere
non so più perché.
A volte ho paura dell’ombra nera che offusca i pensieri
e me ne vergogno
ma ancor più mi vergogno dei pensieri bui
che mi paralizzano.
E non so se è colpa mia.
Oh quanto avrei voluto essere un poeta,
per annegare il dolore in versi
per far dell’arte un’alibi
e lasciar di me qualcosa che regali gioie
le gioie che non avrò mai.
a Sylvia Plath

- Sylvia Plath
Words
Pensieri, poesia, Sensazioni
30 dicembre 2011 @ 12:04 by nemoravi
Chiudo l’anno così, su questo blog da cui manco da un pò.
Chiudo con un tweet, perché su twitter ho vissuto più che qui.
Chiudo con una tavola in ricordo di Sergio Bonelli, scomparso quest’anno, che tanto ho amato e seguito nella mia vita, fortunatamente ricca di fumetti.
Chiudo con un tweet di @TitoFaraci, scovato tra gli amici di Twitter, seguito nelle storie dei miei eroi di carta preferiti, riscoperto nel suo ultimo romanzo.
Chiudo con l’immagine di un uomo che viaggia, perché questo è ciò che ho fatto e faccio nella vita: viaggio senza fermarmi mai, anche quando sono seduta a una scrivania.
Daily Report
amici, Anno nuovo, Fumetti, twitter
5 novembre 2011 @ 01:29 by nemoravi

Guardo e riguardo i volti e le espressioni di chi ha saputo invecchiare con naturalezza. Li contrappongo alle immagini e alle facce che popolano i quotidiani, i rotocalchi e la Tv, ma non capisco davvero come sia stato possibile che la plastica abbia preso il sopravvento sulla carne, sulle pieghe naturali della pelle e sui sorrisi autentici.
Guardo queste persone che, in musica o al cinema, ci hanno restituito sfumature e profondità, rappresentando anche i lati oscuri della maturità dell’uomo. Penso che andando avanti, demolendo estetica e filosofie obsolete per crearne altre più evolute e adattabili a nuove mode e tecnologie, abbiamo perso il senso della misura.
E con la misura abbiamo lasciato indietro alcune regole di base dell’educazione e del rispetto, anche quello verso noi stessi. Il trucco, nato per migliorare e sottolineare la femminilità, oggi copre tratti del volto alterati, trasformandoli in maschere dell’orrore. Come si fa a deturparsi così? Come è possibile non cogliere la differenza tra una bella bocca naturale e delle labbra gonfie e sformate scelte da un catalogo insieme ad altre centinaia di donne? Non è solo moda, non è un trend passeggero.
E’ un vuoto progressivo d’identità che, a partire dagli individui, rispecchia assenze più grandi. E non è un caso che questa tendenza appartenga a un periodo di profonda crisi che scopre un vuoto legislativo di troppi anni e l’assenza totale di strutture governative in grado di condurre una democrazia. E non è un caso che, in periodi come questi si temano apocalissi e fine del mondo. Poi arrivano i disastri naturali, i tifoni, le alluvioni e i terremoti e ci ricordano ciò che abbiamo dimenticato. O almeno spero che se ne conservi ancora qualche memoria, altrimenti l’apocalisse è già iniziata.
Daily Report
identità, Pensieri, personalità, valori
26 settembre 2011 @ 15:01 by nemoravi
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