N.d.A. Tutti i personaggi citati sono esistenti, ma le descrizioni sono una soggettiva dell’autore che si è preso la libertà di non rispettare cronologie e tempi, usando la propria fantasia per raccontare un’impressione che non sarebbe stata differente se circostanziata in date e/o luoghi precisi.
Nel 1962 Hollywood produsse la commedia If a Man Answers (tradotta come al solito pessimamente in italiano, con il titolo di Una sposa per due), la cui storia ruotava intorno alla presunta somiglianza tra uomini e cani.
La trama:
Chantel (Sandra Dee), preoccupata per un possibile fallimento del suo matrimonio con il fotografo di modelle Eugene (Bobby Darin), chiede aiuto alla madre. Prontamente, la mamma le dà un manuale che risolverà tutti i suoi problemi coniugali. Il titolo del libro è How to train dogs (Come addestrare i cani)…
Chantel, dapprima scandalizzata, si rifiuta di trattare il marito come un cucciolo al quale insegnare come comportarsi, ma poi si accorge che mettendo in pratica i suggerimenti del libro il suo matrimonio comincia a funzionare, e inizia l’addestramento!
La commedia, concepita e scritta come solo gli americani sanno fare, provava a suggerire in modo divertente la soluzione definitiva all’incomunicabilità tra uomini e donne.
Sono passati 47 anni da quel film e la comunicazione tra i due sessi ha scoperto strade diverse. Il cane, però, si è ritagliato uno spazio da protagonista nelle vite di uomini e donne del secondo millennio.
Essendo donna, nonché amante di questi meravigliosi animali, e avendo rinunciato alla loro compagnia per scarsità di tempo e per non trasformarmi in una ‘carampana’ che adotta un cane al posto di un figlio, ho osservato a lungo le ‘coppie’ di uomini e cani che affollano il mio quartiere. Questo è ciò che ho dedotto.
Uomini sposati
Per molti di loro, il cane sembra essere il Corollario del Teorema ‘Famiglia’.
Il teorema recita più o meno così:
1. quando sei arrivato a una certa età bisogna che la smetti di volere ogni donna che puoi o non puoi avere e ne scegli una
2. con lei compri casa e l’arredi
3. dopo un certo numero di anni, per amore, ma molto più spesso perché vuoi salvare un rapporto già morto, fai uno o due figli
4. compri la station-vagon con la scusa della famiglia numerosa e ingombrante
5. prendi un cane, con la scusa che è per i bambini…
(n.b. il cane viene quasi sempre dopo la station-vagon)
I bambini, però, perdono interesse quando il cane deve mangiare o essere portato fuori e, soprattutto, quando non è più cucciolo. La moglie deve occuparsi della casa, del lavoro e dei figli, quindi il cane viene automaticamente delegato a chi, tornato a casa dal lavoro, potrebbe rivelarsi una presenza abbastanza superflua.
Così li vedi, a passeggio per strada, uomini e cani che spesso non si assomigliano per niente. Il cane porta fuori il padrone, contagiato anche lui dalla malinconia dell’uomo con il guinzaglio.
Eppure, dopo l’iniziale accettazione del ruolo passivo, l’uomo reagisce e scopre che l’uscita obbligata del suo miglior amico è una magnifica occasione per:
a. rimorchiare senza pudore
b. parlare al cellulare con l’amante
c. ottenere dal cane l’affetto e le soddisfazioni che la vita gli ha negato
(chissà perchè quando uno è infelice pensa sempre che sia colpa della vita… quest’entità astratta responsabile delle proprie sfighe… mai una volta che uno provi a cambiarla la propria vita! ).
Caso #1
Uomo sui 40 portati bene, abita nel palazzo accanto al mio e tutte le sere esce con un cane indefinito e improbabile (uno di quelli piccoli, a metà strada tra un volpino e uno yorkshire con la faccia da cocker). Il padrone, è uno alto, col naso lungo, un belloccio abbronzato che cammina un po’ curvo. Potrebbe fare il personal trainer come il cassiere di banca, ma credo faccia il veterinario… mai uomo fu più lontano dagli animali di lui. Se lo incontri con la moglie (una ‘strappona’ ossigenata) e il figlio, non ti degna di uno sguardo, marito e padre convinto. Quando esce con il volpshire, però, si trasforma in Mr. Hide. Se incroci il suo sguardo, rischi di restare nuda in mezzo alla strada a meno che non sia impegnato in conversazioni galanti al cellulare. Allora lo vedi fare sorrisi furbi che il volpshire in confronto sembra un ebete! Trascina con sé il piccolo ‘mocio’, come farebbe un gigolò che porta a spasso il cane di una matura cliente… Tra lui e il suo cane c’è una distanza infinita, solo apparentemente misurata dalla lunghezza del guinzaglio.
Caso#2
Uomo di mezza età (mezza più di là che di qua) con i baffoni e la coppola, esce di casa con il ‘cane lupo coi baffi’ appena può, per scappare dalla moglie. Lei è una signora antipatica con i capelli ricci a pagoda (?!) che ha un’infilata di cani bianchi piccoli, ricci e inutili. Il lupo e i canetti, non possono stare insieme, proprio come i rispettivi coniugi, e ancora non ho capito come facciano a convivere sotto lo stesso tetto… Lui quando esce con il cane lupo è simpatico, saluta e sorride, quando invece porta fuori i canetti ha sempre l’aria rassegnata e contrita come di chi vuole chiedere scusa per qualcosa. In effetti, c’è da chiedere scusa per quei cagnolini che sembrano predestinati alla fine degli yorkshire di Un pesce di nome Wanda… Ancor più, c’è da chiedere scusa per la moglie che lo ha costretto a foderare la punto azzurra con plastica trasparente per proteggere la tappezzeria dalla bava. Sospetto sia lei quella che sbava di più…
Continua…
Martian Chronicles
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