Wild week-end al cinema
Arriva finalmente in sala il film di Sean Penn, Into the Wild, premiato alla Festa del cinema di Roma come miglior film nella sezione Premiere e candidato agli Oscar nelle categorie Montaggio e Miglior attore non protagonista. Il film, che vi consigliamo di non perdere, è stato quasi ignorato dall’Academy che non lo ha inserito nella cinquina dei migliori film, né in quella dei migliori registi né, soprattutto, nella rosa delle migliori colonne sonore. I brani originali scritti e interpretati da Eddie Vedder, infatti, sono uno degli elementi di pregio del film, perfetti compagni di viaggio di Alexander Supertramp, protagonista della storia sceneggiata e diretta da Sean Penn. Sul film, tratto dal libro Nelle terre estreme di Jon Krakauer appena riedito da Corbaccio, è già stato detto tutto e su YouTube trovate diversi video tratti dal film, ma anche interviste e una breve ricostruzione del percorso di Chris McCandless, il personaggio realmente esistito di cui si racconta la storia. Non mi resta altro che raccomandarvi di andarlo a vedere e poi tornare qui per i commenti. Da parte mia aspetterò con pazienza che lo vediate prima di commentare, per non dare troppe anticipazioni. Solo un piccolo suggerimento: prestate attenzione al cast che affianca il protagonista Emile Hirsch, da Marcia Gay Harden a William Hurt, da uno splendido Vince Vaughn al candidato all’Oscar Hal Holbrook.
Avrebbe compiuto 29 anni il prossimo 4 aprile, anche se non sembrava poi così giovane. Nonostante quel suo bellissimo viso dai tratti non convenzionali, con occhi stretti e allungati e bocca grande e carnosa, Heath riusciva a incarnare la profondità d’espressione di chi la vita l’ha vissuta intensamente. Come quel suo Ennis Del Mar, ruolo che gli è valso una nomination agli Oscar, attraverso il quale ha raccontato con grandi silenzi e sguardi intensi la rassegnazione di chi per tutta la vita ha cercato di reprimere una natura mai accettata e mal vissuta. Una natura così diversa dalla sua immagine pubblica, sempre solare e giocosa.
All’ultimo Festival del Cinema di Venezia, in barba a fan e giornalisti pronti a scattare foto a uno degli uomini più sexy del cinema, si è presentato con calzoni corti, calze a righe rosse e cappellaccio a ritirare la Coppa Volpi per Cate Blanchett miglior interprete femminile per I’m not There, film nel quale Heath interpreta Robbie Clark. Un talento, quello di Heath, che non è mai passato inosservato e, sin dall’inizio della sua carriera, non è mai stato offuscato da quella fisicità così prorompente da rischiare di farlo entrare tra le fila dei belli e insignificanti. 

Quando si parla di computer è possibile distinguere due categorie di utenti che si differenziano nettamente tra loro: quelli che usano il Macintosh e quelli che usano il PC. Parlando di uomini (il rapporto delle donne con il computer è totalmente diverso: per noi è uno strumento di lavoro, per loro è un figlio da Upgradare, una fidanzata da Resettare, un’amante da Aggiornare), i MacUser svolgono in genere professioni creative come l’art director, il designer o il grafico; gli altri, i PCUser, sono perlopiù sviluppatori, sistemisti, programmatori, ma anche editor e amministrativi, visto che il Pc si è diffuso prima, in misura maggiore e più velocemente del Mac, anche grazie ai costi meno proibitivi. 
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