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Alla faccia delle candeline…

Il Messico che sogno…Sono trascorsi tre giorni ormai e quindi se ne può parlare… no, nessuna notizia di cronaca, solo il giorno del mio compleanno, da sempre vissuto in maniera molto contrastante per via di chi, nel tempo, ha cercato d’indurmi a festeggiamenti improbabili.

Ora, l’unico vero desiderio che ho nelle feste comandate è andarmene al mare. Sogno da sempre un Natale in Messico e mi accontento di una qualsiasi spiaggia a luglio, l’importante è sfuggire alle canzoncine di auguri e alle candeline sulla torta.

Andarmene in spiaggia il 20 luglio è ormai diventata una sana abitudine, sia che capiti durante la settimana (scatta automaticamente un giorno di ferie), sia che il fatidico giorno cada di sabato o domenica.

Quest’anno, non essendomi ancora esposta al sole per motivi di salute, per evitare l’effetto catarifrangente ho optato per la bagnarola che i miei hanno messo in giardino, coinvolgendo pochi amici a condividere con me acqua, vino e prodotti dell’orto magnificamente cucinati dalla mamma (la quale farebbe qualsiasi cosa pur di vedermi festeggiare)…

Da sempre, la parola festa è per me sinonimo di noia, fastidio e rottura di scatole. Ricordo che all’età di 14 anni fui letteralmente spedita al compleanno di una compagna di scuola a calci nel sedere. Per non parlare poi dei miei compleanni, quasi sempre festeggiati nell’anonimato: ho fatto una cena per i 18 in cui nessuno sapeva che era la mia festa. Provate a immaginare le facce degli invitati quando è arrivata la torta… senza candeline, ovviamente.

C’è stato poi il periodo della vendetta. Quello in cui, stufa di aver partecipato a noiosissime feste dalle quali scappavo al massimo dopo mezz’ora, mi sono ripromessa di rendere pubblico il mio compleanno per ricevere tutti i regali non ricambiati che avevo fatto negli anni e obbligare le persone a venire a una noiosissima festa.

Purtroppo non è andata come pensavo… Per un paio di anni ci sono state mega-cene in giardino con una sessantina di ospiti. E io pensavo: ora lo capiranno cosa si prova… ma niente da fare, loro si divertivano, mangiavano da Dio e si rallegravano credendo che fosse finalmente finita la mia era oscura.

Mi sono sempre chiesta cosa gliene fregasse del mio modo di vivere un compleanno, ma a quanto pare se non festeggi c’è qualcosa che non va… bah.

Naturalmente, sono immediatamente tornata alle sane abitudini: spiaggia di giorno e cena la sera con pochi amici, ai quali sono tassativamente vietate canzoncine e candeline.

Negli ultimi anni ho alternato compleanni più o meno decenti, ma niente che lontanamente si avvicinasse ai miei desideri (il solito Messico, un concerto di Keith Jarret, una passeggiata sulla spiaggia al chiaro di luna), così quest’anno ho deciso di portare qualche amico a cena a casa dei miei, per via del giardino e della magnifica bagnarola!

Devo dire che la serata non è andata male, tranne un paio di momenti in cui ho provato l’impulso di andarmene e lasciarli tutti lì (e mi avevano rimediato pure un biglietto per il concerto di Pat Metheny!), ma l’educazione ha preso il sopravvento e sono rimasta.

Sono sicura che molti si sono accorti dallo sguardo, assolutamente in contrasto con il sorriso che sfoggiavo, del fastidio che ho provato mentre cantavano (l’hanno fatto, e la colpa so di chi è!) tanti auguri a te

Il fatto è che voglio bene davvero a tutti loro e quindi li prendo per ciò che sono, ma in quel momento avrei voluto teletrasportarmi ovunque pur di non ascoltarli e, peggio, pur di non scartare il regalo sotto gli occhi di tutti.

C’è che, non chiedetemi come e perchè, quando ho ricevuto la busta ho immediatamente indovinato cosa contenesse e mi sono emozionata solo all’idea di scartare i tre pacchetti abilmente camuffati e infilati dentro una busta di intimissimi…

A conti fatti, è andato tutto bene, mancava solo qualcuno che avrei voluto lì, ma non si può avere sempre tutto. La festa (devo trovargli un altro nome!) è continuata la domenica (giorno effettivo del mio compleanno) quando, in un ristorante di Trastevere che frequentiamo abitualmente, la cameriera, saputo il fattaccio, mi ha portato un bignè con candelina mettendo una simpatica canzoncina di auguri a tutto volume…

Il locale era ormai vuoto vista l’ora e, considerata la simpatia della ragazza, non ho potuto esimermi dal fatidico spegnimento, approfittandone per esprimere un desiderio…

La notte è terminata sdraiati sui cuscini dell’isola tiberina, pavimento caldo e luna piena, a parlare, fare improbabili foto, chiacchierare e dormire… sì, qualcuno dormiva!

Non so se ho ringraziato tutti per bene, lo faccio adesso anticipando fin d’ora che l’anno prossimo non si festeggia, perchè me ne vado in Messico! 🙂

P.S. Per la cronaca, ho ricevuto una piccola digitale, Nikon Coolpix L16, una cosa che volevo già da un pò 🙂

  1. 24 Luglio 2008 a 18:34 | #1

    …in questo caso allora, festeggiamo tutti i giorni, un compleanno al giorno 🙂

  2. 24 Luglio 2008 a 17:50 | #2

    Terza possibilità: fare tanto sesso, ovunque!
    🙂 🙂 🙂

  3. 24 Luglio 2008 a 17:49 | #3

    In alternativa: a NY, sempre non da sola, in giro per la città a fare fotografie, andare nei locali per ascoltare musica dal vivo e la notte fare tanto sesso! 🙂 🙂

  4. 24 Luglio 2008 a 17:47 | #4

    Eh, ma io lo vorrei festeggiare in Messico, su una bella spiaggia a piedi nudi, possibilmente non da sola!
    🙂

  5. 24 Luglio 2008 a 17:27 | #5

    Mi piace pensare che il tempo che passa vada festeggiato…
    una sorta di inno alla vita e al suo crescere
    🙂

  6. 24 Luglio 2008 a 13:24 | #6

    boh… anche io non amo particolarmente le feste di compleanno… penso che in molti siano così…

  7. 23 Luglio 2008 a 10:16 | #7

    Quante parole…per dire che sei una rompiscatole (per non dire altro) cronicaaa!!!!!!! 🙂
    Anche io ti voglio bene…comunque!

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