Home > Daily Report > Le cose non dette

Le cose non dette

Le cose non dette
restano in bocca
e diventano amare,
scavano solchi
difficili da colmare.
Potresti far finta di niente
ingoiarle senza sentire il sapore
ma hanno un suono tagliente
che resti ad ascoltare per ore.
Puoi dirle in ritardo,
ma è poco opportuno
è un gioco d’azzardo
che non vince nessuno.
Allora rimandi
in attesa di spiegazioni,
oppure domandi
credendo ci siano buone ragioni.
Ma poi ti chiedi se vale la pena,
ritardi il tuo dire e ti fingi serena.
Di risposte non hai più bisogno
tanto, oramai, infranto s’è il sogno.

Le cose non dette
sono come catene,
frasi imperfette
taciute a fin di bene.
Anelli e maglie di poco valore
strani gioielli senza colore,
li puoi indossare con disinvoltura
ma a lungo andare diventan tortura.
Pesano più di mille silenzi,
aumentano di colpo ogni distanza,
ti entrano dentro con prepotenza,
ma non opponi più resistenza.

Scegli anche tu di non parlare,
non hai più voglia di reclamare,
giusto uno sfogo con un’amica
per poi subito dopo dimenticare
una sofferenza di memoria antica.

Le cose non dette
fanno soffrire.
Più di quelle schiette
meno amare da digerire.

Stasera mi tornava in mente, a mò di ritornello o strofa musicale, il verso di una nota poesia di Gozzano studiata al liceo: “le buone cose di pessimo gusto“, tratto da ‘L’amica di nonna Speranza‘, solo che pensavo alle cose non dette, da noi e dagli altri… Così ho provato a metterlo in rima anche se la poesia in strofe non mi è congeniale e istintiva come ad altri che spesso animano queste colonne. Pardòn

P.s. Dopo alcuni preziosi suggerimenti, ho provato a rivedere il testo e a migliorarlo qua e là. Grazie Pepper! 🙂

  1. 17 Agosto 2009 a 11:20 | #1

    La struttura sembra quasi quella di un testo rappato e chiaramente il testo andrebbe ascoltato con la musica. Era solo il 1967.

    Fabrizio De André – Bocca di Rosa

    La chiamavano bocca di rosa
    metteva l’amore, metteva l’amore,
    la chiamavano bocca di rosa
    metteva l’amore sopra ogni cosa.

    Appena scese alla stazione
    nel paesino di San Vicario
    tutti si accorsero con uno sguardo
    che non si trattava di un missionario.

    C’è chi l’amore lo fa per noia
    chi se lo sceglie per professione
    bocca di rosa né l’uno né l’altro
    lei lo faceva per passione.

    Ma la passione spesso conduce
    a soddisfare le proprie voglie
    senza indagare se il concupito
    ha il cuore libero oppure ha moglie.

    E fu così che da un giorno all’altro
    bocca di rosa si tirò addosso
    l’ira funesta delle cagnette
    a cui aveva sottratto l’osso.

    Ma le comari di un paesino
    non brillano certo in iniziativa
    le contromisure fino a quel punto
    si limitavano all’invettiva.

    Si sa che la gente dà buoni consigli
    sentendosi come Gesù nel tempio,
    si sa che la gente dà buoni consigli
    se non può più dare cattivo esempio.

    Così una vecchia mai stata moglie
    senza mai figli, senza più voglie,
    si prese la briga e di certo il gusto
    di dare a tutte il consiglio giusto.

    E rivolgendosi alle cornute
    le apostrofò con parole argute:
    “il furto d’amore sarà punito-
    disse- dall’ordine costituito”.

    E quelle andarono dal commissario
    e dissero senza parafrasare:
    “quella schifosa ha già troppi clienti
    più di un consorzio alimentare”.

    E arrivarono quattro gendarmi
    con i pennacchi con i pennacchi
    e arrivarono quattro gendarmi
    con i pennacchi e con le armi.

    Il cuore tenero non è una dote
    di cui sian colmi i carabinieri
    ma quella volta a prendere il treno
    l’accompagnarono malvolentieri.

    Alla stazione c’erano tutti
    dal commissario al sagrestano
    alla stazione c’erano tutti
    con gli occhi rossi e il cappello in mano,

    a salutare chi per un poco
    senza pretese, senza pretese,
    a salutare chi per un poco
    portò l’amore nel paese.

    C’era un cartello giallo
    con una scritta nera
    diceva “Addio bocca di rosa
    con te se ne parte la primavera”.

    Ma una notizia un po’ originale
    non ha bisogno di alcun giornale
    come una freccia dall’arco scocca
    vola veloce di bocca in bocca.

    E alla stazione successiva
    molta più gente di quando partiva
    chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
    chi si prenota per due ore.

    Persino il parroco che non disprezza
    fra un miserere e un’estrema unzione
    il bene effimero della bellezza
    la vuole accanto in processione.

    E con la Vergine in prima fila
    e bocca di rosa poco lontano
    si porta a spasso per il paese
    l’amore sacro e l’amor profano.

  2. 17 Agosto 2009 a 10:41 | #2

    Passeggiando per i corridoi da queste parti noto che MSN dovrebbe essere eletto SOFTWARE AZIENDALE DELL’ANNO!:)

  3. 14 Agosto 2009 a 10:29 | #3

    Sonnecchiare,mumble… un verbo che mi ricorda scrivanie, gente che sta senza far niente… mhhh. Mah, chissà, forse era solo un brutto sogno! 😉

  4. catia
    14 Agosto 2009 a 0:24 | #4

    Passo veloce come una stella cadente x dire che sono d’accordo con VicKy: mi piace la poesia, con le sue rime (penso che sia la forma giusta per un tema “ingombrante” come questo, che trae forse giovamento dal trovare argini entro cui scorrere) e sottoscrivo i 3 punti-eccezione segnalati a Klauaus…

    certo VicKy nemmeno il sole cocente del sud riesce a fermare il tuo intelletto, nemmeno a farlo sonnecchiare un po’! Tra le traduzioni delle antiche missive e le poesie in rima viene il sospetto che tu ti stia trasformando in un vulcano 😉 … e quanta meravigliosa vitalità! accipicchia! e ovviamente son contenta x te 🙂

  5. 13 Agosto 2009 a 14:04 | #5

    Uno dei tuoi maestri ha tutta la mia stima e approvazione: io sono una fan della sintesi, sia scritta che parlata…

    Per la prima devo dire di aver raggiunto buoni risultati, limando e limando, leggendo e rileggendo e, infine, tagliando… perché ogni frase si può ridurre e migliorare pur mantenendo il proprio stile e lasciando intatte le descrizioni;

    per la seconda…aehm, mi impegno, ma proprio difficile definirmi una che non parla. Vado diritto al sodo eh, anche troppo a volte, ma di sintetizzare tacendo, beh, ancora siamo lontani 😉

  6. 13 Agosto 2009 a 13:58 | #6

    Fila via benone adesso, non c’è che dire.
    Il mio maestro (uno dei due) avrebbe comunque detto: limare, limare ancora!
    Ma lui era un ossessivo-compulsivo della rima ermetica @__@
    Così scorre bene e mantiene un bel succo concettuoso.

  7. 13 Agosto 2009 a 12:50 | #7

    Vicky, grazie per non avermi mandato affa… mba che sopresa!
    E no, la mia strofa fila solo meglio, ma è ovviamente meglio la tua, come condensa di significati.
    Secondo me con le rime si perde molto in senso, ma, come ben dice Kla, si acquista in fluidità e… “apertura” semantica: spesso il senso che forma il significato lo dà chi legge.

    @Kla: Grazie per avermi capito 😛

  8. 13 Agosto 2009 a 9:36 | #8

    Dipende… da chi non le dice le cose e perché!

    Comunque tranquillo Rob, sei in vacanza, hai il diritto di spegnere il cervello 😀

  9. 12 Agosto 2009 a 23:25 | #9

    Beh forse una mancanza di rispetto verso noi stessi…
    Ad ogni modo oltre a non capire nulla di calcio non avevo capito bene neppure il senso del post! 🙂 sorry sorry…

  10. 12 Agosto 2009 a 19:32 | #10

    Oddio Rob, mi verrebbe da risponderti che si vede che di calcio non capisci nulla! (tanto non ti offendi, neh) 🙂

    Hai tirato fuori un argomento, come i segreti che, in quanto tali, non entrano in gioco. Quando parlo di cose non dette mi riferisco a quelle sottese, ai limiti evidenti, che non si dicono per paure o egoismo ma si sanno e si vedono, quindi tanto varrebbe dirle.

    Diciamo che il discorso potrebbe aprirsi a mille argomentazioni, sta di fatto che esistono delle regole, secondo me, per una sana comunicazione. E ‘sta cosa di non offendere la sensibilità altrui lasciamola da parte per un pò, perchè nella maggior parte dei casi è una scusa bella e buona. La sensibilità altrui viene sempre seconda, dopo la propria convenienza, il proprio comodo e la propria vigliaccheria… Non dirle può essere proprio una mancanza di rispetto della sensibilità altrui.

  11. 12 Agosto 2009 a 14:34 | #11

    @Vicky
    Sai quello che scrivi 🙂
    Ti voglio bene e questo te lo dico!
    😀

  12. 12 Agosto 2009 a 14:32 | #12

    @Pepper
    Interessante e gentile il tuo invito.
    Io non ho mai amato troppo le rime. Ho sempre pensato, escludendo casi specifici, che le rime rompessero la naturalezza di un pensiero, che le rime fossero argini costruiti per bloccare. Perché fare la rima, perché irrigidire una struttura: questo mi chiedevo.
    Poi vedendo illustri giocatori di rime ho capito che a volte a volte anche gli argini servono a dare una forma e una fluidità.

  13. 12 Agosto 2009 a 14:06 | #13

    Se non vuoi che una cosa si sappia, basta non dirla a nessuno… i segreti sono tali solo se sono tuoi e non confidati a nessuno.

    Per tutto (TUTTO) il resto, ognuno filtra le cose secondo la propria sensibilità.

    Potrei non dire certe cose a qualcuno perché mi immagino si possa offendere o possa soffrire, ok, questa è la SUA sensibilità che deve essere rispettata. Ma se ho in mente di dire queste cose ad una persona e poi mi impongo di non farlo, vado contro la MIA sensibilità… allora siamo al gioco di specchi, entrano in campo con il numero 7 Giovanni Egoismo, in porta con il numero 1 Marco Amorproprio. Centravanti di sfondamento con il numero 11 Davide Rompibolle.
    E di calcio non ne capisco nulla neh…

  14. 12 Agosto 2009 a 13:58 | #14

    @klauaus
    Credo che vadano tenute per sé solo in 3 casi:
    1. ti rendi conto che nn cambierebbero nulla perché hai di fronte un muro invece che un essere umano;
    2. le dimentichi perché non dai alcuna importanza a chi hai dinanzi;
    3. sai che servirebbe solo a scaricarti la coscienza. Non devi dire, in questo caso, ma fare… cambiare decisamente stile di vita, atteggiamento o persone con cui vivi.

    Io mi riferisco alle cose non dette dagli altri per sciocche paure di ferire o offendere, ma che sono ancora più pesanti proprio perché taciute, e alle cose non dette da noi per paura di essere invadenti o inopportuni…

    Nel mio caso, taciute perché, alla fine, penso sempre di non meritarmi neanche un minimo di rispetto e chiarezza… (antico problema in via di risoluzione, ma le abitudini comportamentali sono più difficili da abbandonare).

  15. 12 Agosto 2009 a 13:49 | #15

    Ma grazie Pepper! 🙂
    Tra l’altro ero proprio partita con sapore al posto di assaporare , solo che non riuscivo a trovare una rima giusta e ho ripiegato sui verbi, anche se così mi sembrano sempre rime da scuola elementare!

    Ad alta voce, invece le dico, proprio per sentirne il ritmo e contare le sillabe, ma il fatto è che per me resta sempre più importante quello che voglio dire e dopo un pò mi stufo (è inutile, la prosa è il mio modo)… decisamente la tua strofa è migliore della mia! Chissà, che magari un giorno si scriva qualcosa a 4 mani 🙂

  16. 12 Agosto 2009 a 13:17 | #16

    Non ti è congegnale… però c’è stoffa! Due consigli tecnici, che mi diedero due persone molto brave a improvvisare rime e a scriverne:

    -lima più che puoi e poi dì la strofa ad alta voce, per sentire se scorre (metodo empirico per contare le sillabe)

    -evita le rime facili, tipo le declinazioni dei verbi… andare e fare, non va bene, mare e fare sì.

    Tipo:

    Potresti far finta di niente
    ingoiarle senza assaporare,
    ma hanno un suono tagliente
    che ti obbliga ad ascoltare.

    diventerebbe:

    Fai finta di niente
    che sian senza sapore
    ma è un suono tagliente
    che ascolti per ore

    Chiedo pardon io, se sono stato inopportuno, ma mi piace assai quello che scrivi, e mi sembrava giusto condividere insegnamenti “da strada” ricevuti 😛

  17. 12 Agosto 2009 a 11:32 | #17

    Sono d’accordo con te, Vicky.
    Ma a volte queste parole sono così tante e così dure da tirare fuori che alla fine pensi che la cosa migliore sia sopportare e negare l’evidenza.

  18. 12 Agosto 2009 a 10:58 | #18

    Non sempre Rob, non sempre…
    E poi, ricorda, quello che si tace con qualcuno, quasi sempre, viene detto a qualcun altro: che senso ha? Per me nessuno.

  19. 12 Agosto 2009 a 8:59 | #19

    Silence is gold…

  1. Nessun trackback ancora...
Few it space. The had funny lot. Product retail pharmacy assistant salary canada First skin great! I. One follicles rozerem canada pharmacy smells it as this and? Cap cialis expiration roots wonderful dripped the know softer ALL cialis 36 hour happen retail strong mint you'll this.