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I post con tag ‘Pensieri’

Colors

14 dicembre 2009 @ 01:32 by nemoravi

coloriColori scivolano nella mia vita. Sbucano fuori da cassetti dimenticati, svaniscono nelle giornate uguali che riempio di panorami ricavati da scorci quotidiani, ritornano nelle voci al telefono e negli sguardi che conservo gelosamente.

Colori scoperti e ritrovati trasformano il nero in una varietà di rosso o di blu. Colori trasfigurano le mura umide in angoli di design. Colori sulle copertine dei libri e dei dvd, colori in cucina e tra le creme e i bagnoschiuma. Ricordi in bianco e nero mi svelano i colori di oggi e ho paura, a volte, di perdermi in un arcobaleno come in un film a disegni animati.

Ho avuto il mio periodo nero, quello viola e poi l’arancio e il turchese pur non essendo Picasso. Non so scegliere un colore per questi giorni, forse il rosso per via del Natale, ma anche il blu e l’argento delle stelline. Forse tutti i pantoni e le palette di photoshop, sfumature per ogni occasione. Bianco per le pareti, rosso per le cucine, azzurro per i divani, nero e acciao per le lampade, verde per gli accessori.

Oscillo tra mille colori e la paura di osare, di crederci e di fidarmi di quello che sento.
Sogno ad occhi aperti il turchese del mare e l’azzurro del cielo di New York, com’era a dicembre del 2005. Mi perdo nel verde degli occhi e mi ritrovo nel caldo sguardo castano allo specchio, dopo aver fatto l’amore. Cammino su un filo di lana sperando di farne un pullover per gli inverni più freddi, ma anche per le tiepide sere d’estate. Assaporo l’inverno e le feste che verranno, ancora una volta diverse. Ma, come sempre, la differenza è sempre ed esclusivamente negli occhi di chi guarda.

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In attesa… Just Breathe

9 dicembre 2009 @ 14:58 by nemoravi

A volte si aspetta. Quasi sempre, in realtà, anche se non sembra. La maggior parte delle persone che conosco aspetta l’ora di pranzo e l’ora di cena. Nel frattempo vive e lavora, ma sempre aspettando. Restiamo in attesa al telefono, alla posta, dal dottore e al supermercato. In attesa per compiere un piccolo gesto e subito dopo, non paghi, ricominciamo ad aspettare qualcos’altro. Una telefonata importante, un appuntamento, la busta paga, gli amici a cena, il fidanzato/a, il meccanico che ci restituisce la moto/macchina, la libreria per avvertire che il libro ordinato è arrivato. A volte si aspettano risposte importanti, come diagnosi o risultati di analisi, e ci si distrae nell’attesa. Nella maggior parte dei casi la nostra vita si concentra nella pausa tra una risposta e l’altra e, incredibilmente, le scadenze diventano il sale della quotidianità. Anche se con tutta me stessa cerco di vivere nel presente, so di essere molto lontana dal raggiungimento dell’obiettivo. Leggo il mio ultimo post e ne trovo conferma. Liste di cose da fare che, da tre settimane, condizionano il mio tempo costringendomi semplicemente a pianificare tempi che non rispetto.

Forse, almeno per quanto mi riguarda, devo stare alla larga dalle programmazioni scritte che mi generano solo ansia da prestazione. Forse è arrivato il momento, anche per le cose pratiche, di “fare senza pensare“. Sembra che mi riesca meglio, ultimamente. Oggi, per esempio, ogni volta che un pensiero organizzativo mi si è affacciato alla mente l’ho rispedito indietro e ho concluso quello che avevo da fare. Anche se, a pensarci bene, sono così concentrata perchè aspetto un risultato…
E’ arrivato ora, mentre scrivevo. Tutto a posto, lo immaginavo. Stamattina, andando in moto nel freddo, pensavo che siamo sempre in attesa di qualcosa, ma non ci basta. Qualunque sia il risultato, un minuto dopo ricominciamo ad aspettare. Attese, aspettative e obiettivi da raggiungere. Così funziona l’essere umano. Oggi, però, voglio godermi quel tiepido sole che resiste alla tramontana, senza aspettarmi nulla. Tanto le cose, belle e brutte, accadono seguendo i loro tempi. Oggi non aspetto niente e nessuno. Just Breathe

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On the Riverside

12 ottobre 2009 @ 14:14 by nemoravi

Torino

Sitting on the riverside, I’m waiting and I’m looking for… no, I’m not waiting for my enemy’s corpse, absolutely not. Really, I’m sitting but at the same time I’m moving, I’m thinking and I’m trying to improve my life. In the meanwhile things happens, people comings and goins. Sometimes, someone comes back.

No, non continuo in inglese e perché dovrei farlo? Solo perché l’incipit mi è passato per la testa in una lingua che mastico, ma sovente sputo? Oppure perché mi è successo di sognare in inglese?

Continua…

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WordPlay

24 settembre 2009 @ 15:53 by nemoravi

Stamattina pensavo a quanto le parole siano fraintendibili, sia per chi le pronuncia che per chi le ascolta. E non è certo colpa dei vocaboli in sé, ma di come li usiamo e li mettiamo insieme. Il tono, il contesto e lo stato d’animo che abbiamo modificano l’effetto/percezione delle parole che diciamo o ascoltiamo.

Poi, trovo un articolo online che parla di Wordle, un gioco che genera tag clouds sulla base delle parole che appaiono più frequentemente nei siti di cui gli si fornisce l’indirizzo. Così ho inserito l’indirizzo del mio blog ed è venuta fuori la clouds che vedete nell’immagine (cliccandoci su la vedete ingrandita). Curiose alcune frasi generate tipo: Penso posto armadi (relativa al bimestrale problema del cambio di stagione) o Conservo paure. Ma anche Abbandonarsi cuore mai o Credevo condividere automobilisti.

E’ possibile modificare colori e layout e, in questo modo, si modificano anche le combinazioni delle parole. E’ solo un gioco ma, scherzando e ridendo, restituisce l’immagine di ciò che scriviamo e pensiamo. Certo, si tratta di un’immagine parziale limitata a una o più pagine, eppure fa pensare. Quindi, concluderei con una frase in cui credo: Verità sempre sotto immagini.
E non aggiungo altro.

Clouds_00

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