Io sono per la non violenza, ma a quella lì gli spaccherei la faccia che con l’aria da santarella fa la gatta morta con il mio ragazzo!
Io non sono razzista, ma come si permette quel gigante nero a dirmi qual è la differenza tra lo scontrino fiscale e lo scontrino del pagobancomat? Ma se fino a un mese fa viveva in mezzo alla savana!
Il miglior disprezzo è l’indifferenza, ma se il capo riprova a umiliarmi gli faccio un pezzo alla ‘Fight Club’: mi picchio da sola e lo denuncio per violenze.
Ecco, sfido chiunque a non aver mai provato/pensato/vissuto una situazione simile.
Quindi, l’alternativa è: o si è non violenti/tolleranti/tranquilli a parole e poi nei fatti la rabbia/il rancore/l’intolleranza prendono il sopravvento, oppure si subisce e s’interiorizza l’incapacità di reagire con il risultato di essere costantemente frustrati e repressi.
Sicuramente, c’è una terza via, ma al momento mi sfugge. Anzi, gli sfuggo io per incapacità.
Siamo tutti buoni a parole.
Dopo essere stato arrestato la scorsa estate per guida in stato di ubriachezza e aver conquistato uno spazio (indecoroso) nelle prime pagine dei giornali grazie ai commenti anti-semitismo rivolti alle autorità, Mel Gibson continua a dimostrare scarso auto controllo e una buona dose di maleducazione. In una recente conferenza stampa, infatti, l’attore ha letteralmente “mandato a quel paese” una professoressa dell’università di Northridge, California. Alicia Estrada, docente del corso Central American Studies, aveva chiesto a Gibson se e come si era documentato sulla cultura Maya prima di girare il controverso film Apocalypto, sostenendo che alcune delle sanguinose scene sacrificali erano scorrette dal punto di vista della ricostruzione storica, nonché razziste. Mel Gibson, già visibilmente irritato per la protesta dei membri della comunità Maya (successivamente allontanati dalla sala) contro il ritratto che il film ha proposto della loro cultura, non è riuscito a contenere l’irritazione neanche dinanzi a una signora…
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