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Tre mesi, un istante

Dalla fine dell’estate a oggi, sono volati tre mesi e si sono portati via il sole, Ermanno e un pezzo della nostra fanciullezza. Non siamo più figli, anche se alcuni di noi hanno ancora genitori da andare a trovare. I capricci di ieri sono i malumori passeggeri di oggi, perché la consapevolezza ha preso il sopravvento e non possiamo più rimandare il futuro. In un istante tutti i sentimenti sono rimasti sospesi sulle nostre teste, come nuvole in attesa di piovere.  E, nonostante tutta la pioggia di questi giorni, l’inverno non è ancora finito. Forse, in un istante passeranno altri tre mesi e ci ritroveremo in primavera. Forse basterà un solo istante per far tornare il sorriso. Forse, se continuiamo a resistere, avremo nascite e guarigioni da festeggiare. Forse, tutto questo dolore compresso servirà a far esplodere gioie inattese.  Leggo questa bella poesia postata da rosmilla che riassume il nostro semplice compito quotidiano: non dare nulla per scontato.

  1. klauaus
    21 Dicembre 2010 a 13:57 | #1

    🙂

  2. 20 Dicembre 2010 a 9:56 | #2

    Bella questa poesia, me l’avevi fatta leggere. Soprattutto le ultime due strofe che tanto bene rispecchiano il modo di vivere di molte persone. Piuttosto che pensare, preferiscono andare di corsa e dire:”non ho tempo”. Ma il tempo non ce l’ha nessuno, abbiamo solo differenti modi di trascorrerlo: vivendolo appieno o rincorrendolo.

  3. 18 Dicembre 2010 a 19:47 | #3

    La poesia di Wisława Szymborska è veramente bella. Leggera e profonda allo stesso tempo.
    Quello che scrivi tu invece è profondamente diretto, reale e quotidiano.
    Io mi sento vicino ad entrambe e mi permetto di chiudere il commento con una cosa che ho scritto quasi diciotto mesi fa, contro la disattenzione e il passare troppo veloce del tempo. Caspita come passa il tempo! 🙂

    “DICORSA”

    Corri, corri
    di continuo
    non guardi mai
    abbassi la testa
    e corri.

    Poi ti fermi
    alzi la testa
    fai quello che devi fare
    recuperi quanto possibile
    e pensi.

    Forse
    non ti conviene
    pensi
    forse
    è già troppo tempo

    Troppo
    e così abbassi la testa
    non ci pensi più
    magari alla prossima
    e ti rimetti a correre.

  4. 14 Dicembre 2010 a 15:24 | #4

    Ah guarda, nessuno più di me crede nella condivisione! La solitudine è apprezzabile solo per brevi momenti e, più che la solitudine, direi il silenzio 😉

  5. Peppermind
    14 Dicembre 2010 a 12:16 | #5

    … e basta, basta, basta, essere soli, basta…

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