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I post con tag ‘parole’

Tilt

22 settembre 2008 @ 19:40 by nemoravi

Emily the StrangeSono quattro giorni che penso, leggo e mi arrovello, ma la conclusione è sempre la stessa: niente da dire. Leggo i giornali ricchi di notizie che meriterebbero più di un post, navigo tra i blog pieni di spunti interessanti e lascio qualche commento qua e là, ma niente di più…

Sì, lo so che è una cosa normale, non si ha sempre qualcosa da dire (per fortuna!), ma il fatto è che qualcosa mi ha mandato in tilt il cervello e, nonostante ci siano molti argomenti da commentare e di cui parlare, quando arrivo al dunque lo scontrino emesso dal mio registratore di cassa è sempre bianco.

Alle volte succede che si resti sospesi tra la quotidiana routine, che a ben vedere non è mai solo routine, e le emozioni congelate in attesa di essere elaborate, capite, ma vorrei dire vissute senza paura.

E così, mentre ti guardi attorno e dentro in attesa del via, il cervello va in tilt.

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Distanza

12 settembre 2008 @ 00:33 by nemoravi

…di|stàn|za
s.f.
1a spazio che intercorre tra due luoghi, due cose, due persone e sim.
1b geom., d. di due punti: segmento di retta che congiunge due punti
2 estens., lontananza: a causa della d. ci vediamo raramente
3 estens., intervallo, spazio di tempo: tra me e mio fratello c’è una d. di tre anni
4 fig., differenza, diversità: c’è un’incolmabile d. tra le opere di questi due scrittori
5 sport, nelle gare di corsa, la lunghezza del percorso: coprire la d. in tempo di record

Ma come si misura la distanza che c’è nelle parole? Parole buttate a caso, oppure no, ma comunque pronunciate con il tono che ti porta a mille miglia di lontananza da chi le dice…
Non ci sono unità di misura per queste distanze, eppure sono le più difficili da colmare.
A volte non si colmano mai.
Stasera ho sentito una grande distanza nelle parole, nei toni e anche nelle assenze.

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Parole come macigni

29 agosto 2008 @ 15:13 by nemoravi

Sassi prima di arrivare al mareAmo le parole e di loro abuso. La prima parola che ho pronunciato, ero piccola ma proprio piccola, è stata “palla“… Ho imparato a leggerle, pronunciarle, poi a scriverle e ne ho scritte tante, tantissime. Quando le rileggo a volte me ne compiaccio e altre… beh, alcune volte resto sconvolta. E sì, perchè mentre i pensieri, soprattutto quelli più folli, si perdono nelle pieghe e negli anfratti della quotidianità, le parole scritte pesano come macigni.

Non puoi far finta che certe cose non siano mai accadute, non puoi leggerle con la tua mente nuova senza accorgerti, ora, che qualcosa davvero non funzionava… parole astratte, deliri irreali e illusorie credenze, manco fossimo nell’epoca dello Sturm und Drang...

Da una parte, l’armonia di parole belle, anche quando sono dure e dolorose, dall’altra, parole “ammalate” come se un virus avesse corrotto il cervello, alterando qualsiasi percezione.
Continua…

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